Paolo Rocco Viscontini è stato riconfermato ieri, all'unanimità, presidente di Italia Solare per il quarto mandato consecutivo. Guiderà l'associazione fino al 2029. Per chi ha già un impianto fotovoltaico sul tetto — o sta pensando di installarlo — questa rielezione porta con sé un programma triennale molto concreto, centrato su quattro parole chiave che toccano direttamente il portafoglio: autorizzazioni più semplici, autoconsumo esteso, comunità energetiche e accumuli.
I numeri dell'associazione danno la misura del peso politico che Italia Solare ha costruito negli ultimi tre anni: da 1.136 soci nel 2023 a 1.522 nel 2026, oltre 15.000 partecipanti ai 60 eventi del triennio e una presenza ormai stabile nei consessi europei — dal 7 maggio 2026 l'associazione siede nel Consiglio Direttivo di SolarPower Europe e ricopre una vicepresidenza del Global Solar Council. Tradotto: quando si discutono le regole del fotovoltaico in Italia, questa associazione ha voce in capitolo.
Cosa significa "accumulo e flessibilità" tradotto in bolletta
Nel presentare il programma 2026-2029, Viscontini ha usato una frase che descrive bene la direzione dei prossimi anni: «Il filo conduttore del prossimo triennio sarà accompagnare il passaggio da un mercato centrato sulla sola produzione di energia a un sistema in cui produzione, accumulo, consumo, flessibilità e gestione intelligente dell'energia saranno sempre più integrati». Per una famiglia con pannelli sul tetto, questo significa che la batteria domestica non sarà più un optional: diventerà il cuore del sistema, lo strumento che permette di usare l'energia solare anche di sera, evitando di comprare elettricità dalla rete proprio nelle ore in cui costa di più.
L'associazione considera i sistemi di accumulo «una tecnologia trasversale, destinata a diventare centrale nei segmenti residenziale, commerciale-industriale e utility scale». Per il consumatore residenziale, la traiettoria è chiara: gli incentivi e le regole in arrivo spingeranno verso pacchetti integrati fotovoltaico-batteria, non verso il solo pannello. Chi oggi installa solo pannelli rischia di dover aggiungere la batteria tra qualche anno a condizioni meno favorevoli.

Comunità energetiche e autoconsumo: le due voci che possono abbassare la bolletta condominiale
Nel mandato appena chiuso, Italia Solare ha ottenuto risultati concreti su un fronte che interessa direttamente chi vive in condominio o in piccoli centri: l'ampliamento delle configurazioni di autoconsumo. Nel prossimo triennio l'associazione intende proseguire su questa strada, con particolare attenzione allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Cosa significa in pratica? Che un condominio potrà scambiare energia tra appartamenti in modo più flessibile, e che gruppi di vicini potranno condividere la produzione di un impianto comune ricevendo dal GSE una tariffa premio sull'energia condivisa per vent'anni.
Per le piccole imprese — artigiani, negozianti, laboratori — il programma include anche l'integrazione tra fotovoltaico, accumulo e climatizzazione elettrica (pompe di calore), tema collegato all'attuazione della direttiva europea «Case Green». L'obiettivo è trasformare gli edifici in sistemi energetici integrati, con un unico interlocutore normativo e procedure di connessione semplificate.
Autorizzazioni e aree idonee: meno burocrazia per chi installa?
Nel triennio 2023-2026 l'associazione ha inciso su alcune semplificazioni che chi ha già fatto un impianto ha toccato con mano: l'estensione delle procedure semplificate per le opere di connessione esterne alle aree idonee, l'aggiornamento della definizione di agrivoltaico e il ripristino delle cosiddette solar belt (le fasce lungo autostrade e ferrovie dove installare è più semplice). Per il triennio 2026-2029 il programma mette in cima alla lista la revisione delle procedure autorizzative e la riforma delle connessioni. Temi tecnici, ma con una ricaduta pratica: tempi certi e costi prevedibili per chi presenta la pratica.
Cosa conviene fare adesso
Prendendo i 1.522 soci come indicatore — erano 1.136 tre anni fa, un incremento del 34% — e incrociandolo con la mole di lavoro tecnico-normativo svolto (155 riunioni dei gruppi di lavoro nel triennio, oltre 2.600 richieste di supporto gestite), il quadro che emerge è quello di un settore in pieno sviluppo ma ancora alle prese con regole che cambiano velocemente. Per il consumatore, il segnale più utile è uno: il prossimo triennio vedrà un'integrazione sempre più stretta tra fotovoltaico e batterie, spinta da norme e incentivi. Chi pianifica un impianto oggi farebbe bene a considerare fin da subito l'accumulo, non come extra da rimandare.
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