La Regione Marche mette sul piatto 3,8 milioni di euro per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Secondo quanto stabilito dal bando regionale — il cui testo integrale è disponibile sul portale ufficiale Sigef — il contributo massimo raggiunge 1.500 euro a kilowatt installato, una cifra che può abbattere sensibilmente i costi di un impianto fotovoltaico condiviso. Per famiglie, condomìni e piccole imprese è l'occasione di trasformare il tetto in una fonte di risparmio sulla bolletta, unendo le forze con vicini e attività della stessa zona. Il bando finanzia progetti pensati per chi produce e consuma energia pulita insieme, con un meccanismo che premia l'autoconsumo collettivo.
Cos'è una CER e perché ti riguarda
Una Comunità Energetica Rinnovabile è un gruppo di cittadini, aziende o enti locali che si mettono insieme per produrre, condividere e consumare energia da fonti pulite (fotovoltaico, mini-eolico, mini-idroelettrico, moto ondoso). L'energia prodotta e condivisa all'interno della CER consente di ridurre le bollette, grazie a meccanismi di incentivazione che valorizzano l'autoconsumo virtuale: in pratica, l'energia che produci e immetti in rete ti viene riconosciuta economicamente anche se la consuma un tuo vicino. Non serve essere esperti: il bando copre anche le spese di costituzione della comunità e la progettazione tecnica, abbassando la barriera d'ingresso per chi parte da zero.
Quanto puoi ottenere: i contributi del bando
In base alle informazioni sul bando regionale, il finanziamento riconosce fino a 1.500 euro per ogni kW di potenza installata. Per dare un'idea concreta: se il contributo fosse confermato in questa misura, un impianto fotovoltaico da 100 kW — taglia plausibile per una CER di quartiere o un gruppo di piccole imprese — potrebbe ricevere un contributo indicativo di 150.000 euro. Attenzione però: ogni progetto deve prevedere un investimento complessivo superiore a 200.000 euro. Per raggiungere questa soglia si possono includere anche sistemi di accumulo, smart grid, strumenti di monitoraggio e telecontrollo dell'energia: voci di spesa che, sommate all'impianto, fanno lievitare il budget complessivo ma moltiplicano i benefici. La potenza di ciascun impianto non può superare 1 MW.

Come presentare domanda: scadenze e requisiti
Le domande vanno inviate esclusivamente tramite il portale Sigef della Regione. La finestra utile si apre il 30 settembre 2026 e si chiude il 29 gennaio 2027. Prima di compilare la richiesta, è obbligatorio usare il simulatore Recon, sviluppato dall'ENEA, per predisporre la proposta progettuale e verificare la fattibilità tecnica ed economica dell'intervento. Puoi partecipare solo se fai parte di una CER già costituita o in fase di costituzione: non si tratta di un incentivo per singoli nuclei familiari isolati, ma per gruppi organizzati che condividono l'energia. Se sei un condomìnio o un gruppo di vicini, questo è il momento giusto per iniziare a parlarne.
Conviene davvero? Vantaggi e soglia minima
Per una famiglia o una piccola impresa la barriera di un investimento superiore a 200.000 euro può sembrare alta, ma va letta nell'ottica della comunità: il bando finanzia interi progetti collettivi, non il singolo pannello sul tetto di casa. Dentro un unico progetto possono convivere più impianti, batterie di accumulo e sistemi di gestione intelligente: voci di spesa che, sommate, raggiungono agevolmente la soglia. Il contributo a fondo perduto — fino a 1.500 €/kW secondo il bando regionale — riduce in modo significativo l'esborso iniziale per ogni partecipante, accorciando i tempi di rientro dell'investimento e aumentando il risparmio netto in bolletta negli anni successivi.
Il vero spartiacque non è tanto la richiesta del contributo, quanto la capacità di mettere insieme un nucleo di persone o imprese disposte a investire insieme. L'incentivo c'è, è generoso, ma premia chi si organizza per tempo e sa fare squadra. La corsa parte il 30 settembre: chi inizia ora a valutare il potenziale solare del proprio stabile e a cercare compagni di comunità parte avvantaggiato.
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