La Corte Costituzionale ha cancellato con la sentenza n. 144/2026 le norme della legge sarda che bloccavano i nuovi impianti fotovoltaici ed eolici e sospendevano le autorizzazioni per 90 giorni. Per chi in Sardegna ha in progetto di installare pannelli solari sul tetto di casa o nella propria azienda, la pronuncia di oggi significa un ostacolo in meno e la possibilità concreta di far ripartire le pratiche.
Cosa ha deciso esattamente la Consulta
La legge regionale n. 31/2025 individuava intere porzioni di territorio come «aree non idonee» e sospendeva in blocco tutti i procedimenti autorizzativi, anche quelli già in fase avanzata. I giudici costituzionali hanno stabilito che questo meccanismo è incostituzionale per violazione del principio di uguaglianza e ragionevolezza, perché trattava allo stesso modo situazioni molto diverse, ignorando investimenti già sostenuti e istruttorie quasi concluse. Inoltre, la mini‑moratoria di 90 giorni è stata giudicata incompatibile con i principi statali ed europei che impongono la massima diffusione delle fonti rinnovabili.
Cosa significa per chi ha già presentato domanda
Se la tua pratica era rimasta bloccata, la sentenza riconosce che il blocco non teneva conto degli investimenti già fatti da famiglie e imprese, né dello stato di avanzamento dell'iter. Con l'annullamento della sospensione, i procedimenti possono ora essere riattivati: chi aveva già commissionato un impianto o speso in progettazione può chiedere la prosecuzione della valutazione senza dover ricominciare da zero. Non si tratta di una riapertura automatica – servirà contattare l'ente competente per aggiornare la pratica – ma il quadro normativo è stato semplificato.

Le aree “non idonee” non sono più un divieto assoluto
Un passaggio chiave della sentenza riguarda proprio chi possiede un terreno o un immobile in una zona che la legge regionale bollava come «non idonea». La Corte ha precisato che la classificazione di un'area come non idonea non può mai tradursi in un divieto assoluto di installare pannelli: può soltanto escludere l'applicazione delle procedure semplificate, ma l'impianto resta realizzabile seguendo la procedura autorizzativa ordinaria. In altre parole, anche se la Regione definirà nuove mappe di aree idonee, nessuna zona può essere cancellata a priori dalla transizione energetica.
Qual è la strada migliore per procedere adesso
Chi sta valutando un impianto fotovoltaico in Sardegna ha oggi uno scenario più stabile e con meno incertezze. Per muoversi al meglio, occorre però distinguere due aspetti concreti. Da un lato, la fine della moratoria sblocca la presentazione di nuove domande, che potranno essere istruite senza temere interruzioni legislative improvvise. Dall'altro, la sentenza non crea una corsia gratuita per ogni zona: nelle aree che la Regione riterrà effettivamente delicate, la procedura ordinaria potrà richiedere tempi più lunghi e documentazione aggiuntiva, ma non potrà trasformarsi in un rifiuto preconcetto.
In definitiva, la bocciatura della moratoria e dei divieti assoluti restituisce ai cittadini sardi la possibilità di investire in rinnovabili con regole più eque e senza il rischio di vedersi bloccare un progetto già finanziato.
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