Risparmio in bolletta con le Comunità Energetiche: cosa cambia per famiglie e imprese con il nuovo Ddl aree idonee del Veneto

La Regione Veneto punta a far risparmiare cittadini e piccole attività produttive, mettendo le comunità energetiche rinnovabili al centro della strategia sul fotovoltaico. Il disegno di legge presentato il 10 luglio 2026 (la notizia è stata diffusa da Rinnovabili il 14 luglio) introduce il limite più basso d’Italia per l’occupazione di suolo agricolo — lo 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata — e allo stesso tempo apre una corsia preferenziale per chi vuole produrre e condividere energia pulita, riducendo la bolletta. Per una famiglia, un condominio o un piccolo negozio, la vera novità è la possibilità di entrare in una CER e ottenere un risparmio immediato sulla componente variabile dell’elettricità, più un incentivo ventennale sull’energia condivisa.

Cosa cambia per la bolletta: la spinta alle Comunità Energetiche

Al cuore del provvedimento c’è un’opportunità concreta per abbassare i costi energetici. La legge consente ai Comuni di elevare il tetto di suolo agricolo dal 2% al 3% della SAU locale, ma soltanto per impianti destinati all’autoconsumo industriale o alle CER. In pratica, un gruppo di cittadini, condomini, negozi e piccole aziende può costituire una comunità energetica, installare un impianto fotovoltaico su un terreno agricolo (di proprietà di un membro o preso in affitto) e condividere l’energia prodotta.

Il funzionamento è semplice ed è già noto: l’energia autoconsumata virtualmente viene remunerata dal GSE con una tariffa premio per 20 anni. Il vantaggio per i partecipanti è duplice:

  • taglio della spesa per l’elettricità prelevata dalla rete, perché si consuma quella autoprodotta;
  • incasso di una quota dell’incentivo, calcolata in base ai kilowattora effettivamente condivisi.

Nessuno è obbligato a fare investimenti improbabili: ci si può unire a una CER anche solo come consumatore, senza possedere pannelli, e beneficiare dell’energia messa a disposizione da altri membri. Il disegno di legge non quantifica il risparmio in euro, ma il meccanismo è collaudato e offre un rendimento stabile per due decenni, protetto dalle oscillazioni del mercato.

Per dare certezze a chi investe, la Regione istituirà un sistema di monitoraggio della SAU in tempo reale: ogni ettaro occupato sarà registrato, evitando il rischio che un progetto venga bloccato a posteriori per sforamento dei limiti. “Il piano sarà sottoposto a valutazione ambientale strategica e a consultazione pubblica — ha spiegato l’assessore al Governo del territorio Marco Zecchinato — e il monitoraggio consentirà di conoscere in tempo reale quanta superficie agricola viene interessata dagli impianti e di verificare il rispetto delle soglie fissate dalla legge”.

Quanto terreno agricolo si può usare e dove conviene installare

Il Veneto ha una SAU di 835.231 ettari. Il tetto dello 0,8% significa che al massimo 6.681 ettari potranno essere occupati da nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici, inclusi quelli già progettati. Se quei 6.681 ettari fossero interamente coperti da moduli con una densità tipica di circa 1 MW per ettaro, si potrebbero installare all’incirca 6,7 GW, cioè poco più dell’obiettivo regionale di 5.828 MW supplementari. Il messaggio è chiaro: la Regione scommette sul fotovoltaico su capannoni, aree industriali dismesse e parcheggi, non sull’erosione dei campi coltivati. Per un privato o un’impresa, ciò significa che gli impianti andranno cercati su tetti, coperture e zone già impermeabilizzate, con iter più semplici e minori costi di allestimento.

Condominio italiano con pannelli fotovoltaici sul tetto e cortile alberato, comunità energetica per il risparmio in bolletta di famiglie e imprese
Le comunità energetiche rinnovabili puntano sull'energia solare condivisa per tagliare i costi in bolletta tra famiglie e piccole attività.

A livello comunale la soglia base è del 2% della SAU locale, che può salire al 3% — come detto — solo per autoconsumo industriale e CER. Una mossa che spinge i municipi a sostenere progetti utili ad abbattere le bollette dei residenti, invece di grandi parchi fotovoltaici speculativi.

I passi concreti: come accedere alle procedure semplificate

Chi vuole installare un impianto ha a disposizione percorsi più snelli, soprattutto se si tratta di agrivoltaico tra 5 e 12 MW. Per un’azienda agricola che intende diversificare il reddito, la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) viene estesa a questa taglia, evitando la lunga autorizzazione unica regionale, ma a tre condizioni:

  • mantenere almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile agricola,
  • presentare una relazione agronomica con un piano colturale verificabile,
  • attivare un sistema di monitoraggio continuo dell’attività agricola sotto i pannelli.

L’impianto deve essere realizzato da un imprenditore agricolo iscritto all’albo. Per un’impresa agricola familiare o un piccolo consorzio, è un modo per continuare a coltivare, proteggere le colture con le strutture e allo stesso tempo incassare una rendita energetica.

Per gli impianti a biomassa, biogas e biometano, la procedura semplificata viene estesa fino a 3 MW, una facilitazione utile per le aziende zootecniche.

Le tutele per il paesaggio e la certezza degli investimenti

La Regione ha individuato una serie di aree già idonee, senza intaccare suolo agricolo: la Superstrada Pedemontana Veneta, le pertinenze di opere pubbliche, gli interporti, le zone portuali industriali, le cave e miniere non più attive e ricomposte. Restano esclusi beni paesaggistici, siti Unesco e aree di pregio, con una fascia di rispetto di 500 metri.

Per i sistemi di accumulo “stand‑alone” (batterie non co‑ubicate con un impianto di produzione) scattano distanze minime: 500 metri dai centri abitati e 1 chilometro da scuole, ospedali e luoghi di culto. Queste regole danno ai cittadini la garanzia che gli accumuli non sorgeranno accanto alle abitazioni, mentre offrono agli investitori parametri certi per sviluppare i progetti.

Conviene muoversi in fretta

Il limite dello 0,8% regionale crea un effetto scarsità: una volta esaurito il contingente, nessun nuovo impianto potrà occupare terreno agricolo. Per famiglie e piccole imprese, la finestra migliore è costituire una CER o aderirvi entro il 2026-2027, prima che lo spazio disponibile si riduca. Unirsi a una comunità energetica oggi significa assicurarsi un risparmio stabile per vent’anni, sfruttando un meccanismo che la Regione ha voluto espressamente favorire. Il Ddl non regala nulla, ma costruisce le condizioni perché le bollette diventino più leggere, a patto di agire per tempo.

Fonti

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