Longi supera il 35% di efficienza: cosa cambia per chi installerà il fotovoltaico nei prossimi anni

Un nuovo record di laboratorio porta l'efficienza delle celle fotovoltaiche a doppia giunzione perovskite-silicio al 35,5%. Il dato, certificato dall'European Solar Test Installation (ESTI), è stato annunciato da Longi Green Energy il 14 luglio 2026 alla conferenza «Photovoltaic and Energy Storage Innovation Technology Launch Conference» presso la Shanghai Jiao Tong University. Per chi oggi valuta un impianto domestico o aziendale, la notizia ha un significato duplice: segna la direzione della tecnologia futura, ma non cambia ancora le regole della convenienza per chi acquista pannelli nel 2026.

Perché l'efficienza di una cella conta nella tua bolletta

L'efficienza di conversione misura quanta energia solare incidente viene trasformata in elettricità. Più è alta, più potenza produce la stessa superficie esposta. Oggi i moduli commerciali al silicio di buona qualità viaggiano intorno al 22-23%: con un pannello standard da circa 1,7 m² si ottengono circa 400 watt di potenza nominale. Se un domani arrivassero moduli tandem con efficienza reale vicina al 30%, la stessa superficie produrrebbe oltre 500 watt. Tradotto in bolletta: un impianto da 5 kW occuperebbe meno spazio sul tetto, liberando metri quadri per altre utenze o, nelle abitazioni con superficie ridotta, rendendo possibile un impianto più potente dove oggi non ci sta.

Il 35,5% appena certificato da ESTI — terzo ente indipendente europeo — è però un dato di laboratorio: la cella che lo ha raggiunto ha un'area attiva di circa 0,9 cm², cioè un quadratino di lato inferiore al centimetro. Le fonti tecniche citate da Rinnovabili.it parlano di «incrementi che possono sembrare piccoli per i non addetti ai lavori, ma sono uno dei risultati più rapidi mai raggiunti». Il punto è proprio questo: la progressione da novembre 2023 a oggi — dal 33,9% di novembre 2023 al 34,6% di giugno 2024, poi al 34,85% di aprile 2025 (certificato NREL) e al 35,2% di febbraio 2026, fino al 35,5% di luglio 2026 — riguarda ancora dispositivi da laboratorio.

Celle da record e moduli da tetto: due mondi ancora distanti

La tecnologia tandem perovskite-silicio unisce due strati: una cella inferiore in silicio cristallino (simile a quella dei pannelli attuali) e una superiore in perovskite, materiale che cattura meglio la luce a lunghezze d'onda diverse. Il limite teorico per una cella a singola giunzione è il 33,7% (limite di Shockley-Queisser), mentre per questa architettura tandem si può arrivare fino al 43%. Il potenziale esiste, ma tra il quadratino da laboratorio e il pannello sul tetto ci sono ostacoli ingegneristici precisi:

  • Deposizione su area estesa: sui 261-274 cm² dei prototipi più grandi l'efficienza scende già al 34,3% o al 32,2% (certificati Fraunhofer ISE). Sui moduli tandem completi certificati si arriva al 31,4% e al 29,4%. La perdita di efficienza rispetto ai 35,5% della micro-cella è evidente.
  • Stabilità nel tempo: la perovskite è sensibile a umidità, ossigeno e temperatura. L'incapsulamento e la resistenza su cicli di 25-30 anni restano oggetto di ricerca.
  • Costi di produzione: nessuna fonte riporta un prezzo al watt per questi moduli. Longi stessa, a giugno 2026, ha dichiarato di «non avere in corso un piano attivo di produzione di massa per le celle tandem», come riporta pv magazine Italia.

Per il consumatore, questo significa che i moduli tandem non sono una tecnologia dietro l'angolo. Chi installa oggi o nei prossimi due-tre anni continuerà a usare pannelli al silicio monocristallino, che offrono garanzie di rendimento consolidate e prezzi ormai sotto i 30 centesimi al watt di pannello. Il record Longi racconta la direzione, non il prodotto disponibile domani.

Cella fotovoltaica tandem perovskite-silicio, tecnologia solare a doppia giunzione per pannelli ad alta efficienza
La tecnologia tandem perovskite-silicio spinge l'efficienza dei pannelli oltre il 35%, aprendo la strada al fotovoltaico di nuova generazione.

Cosa conviene fare oggi, con gli incentivi attivi nel 2026

Mentre la ricerca avanza, il fotovoltaico "classico" continua a essere ampiamente conveniente, specialmente con gli strumenti di sostegno pubblici. Proprio nei giorni scorsi — come abbiamo riportato — la Regione Sicilia ha aperto un bando da 12 milioni di euro (scadenza 14 ottobre 2026) che finanzia fino al 100% dell'installazione di impianti fotovoltaici nuovi da 3-6 kW con batteria di accumulo, con un massimo di 19.920 euro per un sistema da 6 kW più 10 kWh di accumulo. L'assegnazione è prioritaria per i nuclei con ISEE più basso e il finanziamento è a tasso zero con preammortamento di un anno.

Non è l'unica agevolazione attiva: il Decreto FER X, firmato dal Ministro Pichetto il 18 giugno 2026, introduce meccanismi di sostegno per gli impianti rinnovabili, e diverse regioni stanno lavorando alle leggi sulle aree idonee — il Veneto ha presentato il suo disegno di legge regionale proprio il 14 luglio 2026.

Il messaggio pratico per il consumatore è netto: la tecnologia odierna è matura, gli incentivi ci sono, e aspettare i pannelli tandem non è una strategia economicamente vantaggiosa su orizzonti di 5-7 anni. I 35,5 punti percentuali di Longi sono un traguardo scientifico importante, ma nel frattempo i 22-23 punti dei moduli in commercio, moltiplicati per un tetto ben esposto e abbinati a un sistema di accumulo, producono risparmi verificabili fin dal primo anno.

Quanto rende davvero un punto di efficienza in più

Un calcolo concreto aiuta a dare la giusta scala al progresso dei record di laboratorio. Prendiamo i due moduli tandem certificati da Longi: il miglior risultato è del 31,4% di efficienza, mentre l'altro modulo si attesta al 29,4%. La differenza è di 2 punti percentuali. Su un tetto da 30 m² utilizzabili per il fotovoltaico, un modulo al 29,4% produrrebbe circa 8,8 kW di potenza nominale; uno al 31,4% ne produrrebbe 9,4 kW. Sei decimi di kilowatt in più, che in una giornata produttiva media italiana (4 ore equivalenti) si traducono in circa 2,4 kWh extra al giorno. Moltiplicati per 300 giorni utili all'anno fanno 720 kWh annui aggiuntivi: con una tariffa elettrica media di 25 centesimi al kWh, sono 180 euro risparmiati all'anno in più rispetto al modulo meno efficiente. Su vent'anni, 3.600 euro — non trascurabili, ma neppure tali da giustificare l'attesa di una tecnologia ancora in fase di ricerca.

La vera partita non si gioca quindi sull'ultimo punto percentuale di efficienza: si gioca su quando questi moduli arriveranno a un prezzo competitivo e con una durata garantita paragonabile ai 25 anni dei pannelli al silicio. Le celle record da 0,9 cm² sono il punto di partenza, non il traguardo.

Fonti

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