L’Italia ha tagliato consumi energetici per 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in cinque anni. Il dato, pari all’85% del target PNIEC, non è solo una cifra da rapporto istituzionale: significa minori costi in bolletta per chi ha già fatto interventi e opportunità concrete per chi deve ancora muoversi. Il XV Rapporto annuale ENEA presentato il 9 luglio 2026 racconta un sistema in cui le detrazioni continuano a trainare, ma dove iniziano a pesare sempre di più strumenti come il Conto Termico e i Certificati Bianchi.
Quanto si risparmia davvero in bolletta e con quali interventi
Non esiste una cifra unica valida per tutti, ma i numeri ENEA permettono qualche calcolo. I 305.035 interventi agevolati dall’Ecobonus nel 2025 hanno attivato investimenti per circa 3,6 miliardi di euro, generando un risparmio di 842.349 MWh/anno. Tradotto in termini domestici: per ogni milione di MWh risparmiati a livello nazionale, considerando un prezzo medio indicativo all’ingrosso, si evitano costi di sistema che in parte si riflettono sulle bollette di tutti.
Gli interventi più frequenti restano pompe di calore, impianti fotovoltaici e sostituzione di infissi, trainati dal Bonus Casa (491.120 interventi nel solo 2025) e dall’Ecobonus. Il SuperEcobonus ha giocato un ruolo decisivo, con oltre 502mila edifici coinvolti e investimenti ammessi a detrazione per quasi 124 miliardi di euro, ma il suo contributo annuo è sceso a 0,113 Mtep nel 2025: la fase più espansiva è finita, e lo si vede dal calo del 37% del contributo complessivo delle detrazioni rispetto al 2024. La presidente ENEA Francesca Mariotti non usa giri di parole: «Le detrazioni fiscali continuano a dare il contributo maggiore, superando il 50%, ma questi interventi non sono sufficienti da soli. Le tecnologie esistono». Il punto, ha aggiunto, è la rapidità con cui diventano scelte reali per le famiglie.
Conto Termico e Certificati Bianchi: come funzionano nel 2026
Due strumenti meritano attenzione da parte di chi progetta interventi di efficienza su edifici esistenti o piccole imprese. Il Conto Termico ha registrato nel 2025 156.808 richieste, con un balzo del 29,6% rispetto all’anno precedente, e incentivi richiesti per 960 milioni di euro (+44,7%). Secondo Alessandro Fiorini, responsabile del monitoraggio ENEA, gli interventi contrattualizzati hanno segnato invece un incremento del 31%. Nel complesso, gli interventi contrattualizzati hanno attivato oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti, generando 220 ktep di energia termica da fonti rinnovabili e 130 ktep di risparmio di energia finale. Numeri che raccontano uno strumento in forte crescita, tanto che – segnala il Rapporto – la nuova normativa ha portato alla chiusura temporanea dello sportello per superamento del budget.

I Certificati Bianchi continuano a funzionare come meccanismo rivolto soprattutto a imprese e utility: nel 2025 il GSE ha riconosciuto 787.629 titoli di efficienza energetica, per un taglio dei consumi di 0,115 Mtep. Il cumulato 2021-2025 sale a 0,830 Mtep. Non sono strumenti “da cittadino” ma generano risparmi che si propagano all’intero sistema, riducendo il costo marginale dell’energia.
Perché il patrimonio edilizio resta la partita più importante
Un dato deve far riflettere chi abita in edifici meno recenti: secondo gli Attestati di Prestazione Energetica validati nel 2025 (circa 1,28 milioni, +6% sul 2024), nel residenziale e negli edifici industriali-artigianali la quota di immobili in classe F-G è tra il 47% e il 51%. E sul mercato immobiliare, tra il 61% delle villette a schiera e il 71% di monolocali e trilocali compravenduti ricade nelle classi E, F o G.
Questo significa che il potenziale di risparmio è ancora enorme, ma che la strada è in salita. Il responsabile del monitoraggio ENEA Alessandro Fiorini parla di «segnali incoraggianti» dall’aumento delle richieste per i titoli di efficienza e ricorda l’incremento del 31% degli interventi contrattualizzati al Conto Termico nel solo 2025. Tradotto: gli strumenti ci sono, le tecnologie pure, ma il passo decisivo resta tradurre le diagnosi e le opportunità in cantieri.
Per chi deve decidere se intervenire, il messaggio del Rapporto è duplice: da una parte le detrazioni restano la leva principale ma vanno saturandosi, dall’altra strumenti come il Conto Termico sono in piena espansione. Non c’è una finestra unica: c’è un momento in cui alcuni strumenti si rafforzano mentre altri cambiano passo.
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