Basilicata: fondo bollette da rinnovabili con compensazioni fino al 3%

La Regione Basilicata ha approvato il 24 luglio un disegno di legge che destina fino al 3% del valore dell’energia prodotta da nuovi impianti eolici e fotovoltaici a un fondo pensato per ridurre le bollette di famiglie e imprese. Se il Consiglio regionale darà il via libera, per i lucani si aprirà la possibilità di ottenere sconti diretti, incentivi per installare pannelli solari domestici e contributi per l’efficienza energetica. Il meccanismo non è una tassa obbligatoria, ma si basa su accordi volontari con gli operatori: una scommessa che potrebbe alleggerire le spese di luce e gas oppure restare solo sulla carta.

Come funziona la compensazione ambientale volontaria

Il provvedimento introduce una compensazione ambientale per gli impianti eolici e fotovoltaici di nuova realizzazione o potenziamento che hanno un impatto su più comuni (impatto sovracomunale). Se un parco solare o eolico modifica il paesaggio di un’area vasta, l’operatore può negoziare con la Regione un contributo economico fino al massimo del 3% del valore della produzione energetica attesa. Le somme confluiranno nel Fondo regionale per l’Energia Sostenibile.

L’adesione non è imposta: “Non introduciamo veti, non creiamo ostacoli burocratici e non rallentiamo i procedimenti autorizzativi”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica Laura Mongiello. Le compensazioni già spettanti ai singoli Comuni restano in vigore e non vengono toccate.

Cosa finanzia il Fondo per l’Energia Sostenibile

Nelle intenzioni della giunta regionale, le risorse del fondo serviranno a tre scopi principali:

Basilicata, compensazioni per nuovi impianti fotovoltaici e fondo per ridurre bollette
Ampio impianto fotovoltaico in ambiente desertico. Foto di Deane Bayas su Pexels
  • Riduzione diretta delle bollette di famiglie e piccole imprese: l’idea è creare un meccanismo simile al bonus gas già esistente, ma alimentato con i proventi delle rinnovabili.
  • Incentivi all’autoproduzione domestica: contributi per chi installa pannelli fotovoltaici sul tetto o partecipa a comunità energetiche.
  • Interventi di efficienza energetica: cofinanziamento di cappotti termici, sostituzione infissi, pompe di calore e altre misure per consumare meno.

Al momento non sono stati fissati importi né scadenze, perché il fondo potrà essere alimentato solo dopo l’approvazione definitiva della legge e la firma dei singoli accordi con gli operatori.

Quanto è concreta la promessa per i cittadini?

La Basilicata è già un territorio fortemente segnato dagli impianti energetici: secondo i dati riportati da Basilicata24, ospita oltre 1.500 installazioni eoliche (circa 150 grandi parchi) e più di 2.700 impianti fotovoltaici tra agrivoltaici e strutture industriali, a cui si aggiungono 250 parchi a terra di grande dimensione. Finora le compensazioni si limitavano ai Comuni che ospitano materialmente gli impianti, mentre gli effetti paesaggistici si fanno sentire ben oltre.

Il presidente della Regione Vito Bardi ha dichiarato: “Per troppi anni la Basilicata è stata terra di installazione di pale eoliche e pannelli solari senza un reale, equo e tangibile ritorno per la comunità. Con questa legge cambiamo passo”. Bardi ha aggiunto che le risorse “serviranno ad abbattere le bollette energetiche di famiglie e imprese lucane e a finanziare nuovi impianti di energia pulita”.

Il punto critico è la volontarietà: se un operatore decide di non firmare l’accordo, il fondo resta vuoto. L’editorialista Michele Finizio, in un intervento su Basilicata24, ha parlato di “compravendita del territorio” e ha definito il provvedimento “una sciocchezza”, sostenendo che non basta rendere economico il danno paesaggistico. La Giunta, però, conta sulla moral suasion: chi vuole investire in Basilicata dovrà tenere conto delle aspettative economiche delle comunità locali.

Se il Consiglio regionale approverà il testo, la Basilicata sarà la prima regione italiana a vincolare una quota del valore delle rinnovabili a beneficio diretto dei cittadini. Per le famiglie e le piccole imprese, la vera partita si giocherà sulla capacità di trasformare uno strumento volontario in un flusso costante di risorse, senza farlo rimanere una promessa legata alla disponibilità dei grandi gruppi energetici.

Fonti

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