Da oggi e fino al 6 agosto ogni litro di gasolio costa 17 centesimi in meno. Per un pieno da 50 litri il risparmio immediato è di 8,50 euro. La benzina resta esclusa dal taglio e lo sconto si esaurisce in appena dieci giorni, mentre il prossimo Consiglio dei ministri del 4 agosto dovrà decidere se prolungare la misura o lasciare i consumatori da soli davanti a un gasolio che a luglio è rincarato di oltre 30 centesimi.
Come funziona lo sconto sul gasolio
Il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri riduce il prezzo del diesel attraverso due leve fiscali: 14 centesimi di taglio dell’accisa e 3 centesimi di riduzione dell’IVA. Il provvedimento è già operativo per le giornate del 28 e 29 luglio tramite decreto ministeriale, poi resterà in vigore dal 30 luglio al 6 agosto compresi. La misura ha un costo complessivo di 125 milioni di euro, circa 12,5 milioni al giorno, finanziati con l’extra gettito IVA di giugno, risorse del Ministero dell’Economia e proventi da sanzioni antitrust.
Per chi guida un’auto diesel, il vantaggio è concreto ma limitato nel tempo. I dati MIMIT fotografavano ieri un prezzo medio del gasolio a 2,185 euro al litro, con punte di 2,255 euro in autostrada al self service. Applicando lo sconto, il prezzo scende a circa 2,015 euro al litro sulla rete ordinaria — un calcolo che nasce dalla semplice sottrazione dei 17 centesimi dal prezzo medio rilevato. Resta appena sopra la soglia psicologica dei 2 euro che il governo sperava di sfondare.
Quanto si risparmia davvero (e perché 8,50 euro non bastano)
Il Codacons ha subito messo in cifre l’impatto per le famiglie: 8,50 euro risparmiati su un pieno da 50 litri. Un pieno per un’utilitaria diesel, il pieno per un SUV o per un furgoncino di una piccola impresa: la cifra non cambia molto, perché lo sconto è lineare sul litro.
Il problema è che questo risparmio va confrontato con i rincari subiti nell’ultimo mese. Solo a luglio il gasolio è salito di 30,1 centesimi al litro. I 17 centesimi restituiti dal governo coprono poco più della metà di quell’aumento. In pratica, anche con lo sconto, il diesel rimane più caro di quanto non fosse a inizio luglio. Dieci giorni di taglio riducono la spesa di chi fa un pieno in questo ponte di fine mese, ma non alleggeriscono il bilancio familiare su base mensile o annuale.
Chi viaggia in autostrada, dove il gasolio ieri costava 2,255 euro al litro, scende a circa 2,085 euro: restano comunque oltre 10 centesimi in più rispetto al prezzo medio della benzina, che ieri si attestava a 1,982 euro al litro (2,071 in autostrada) e che non beneficia di alcuno sconto.

Perché la benzina resta esclusa (e cosa conviene fare ora)
Il governo ha scelto di intervenire solo sul gasolio perché è il carburante che a luglio ha registrato i rincari più violenti, mentre la benzina è rimasta sotto i 2 euro al litro. «Le guerre hanno generato una tensione sul prezzo del gasolio che non c’è sulla benzina, il governo non può non prenderne atto», ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa.
Per un automobilista con auto a benzina, quindi, nessun beneficio diretto. Chi invece ha un diesel sa di avere pochi giorni per approfittare dello sconto: il prossimo Consiglio dei ministri è convocato per il 4 agosto, due giorni prima della scadenza, e lì si deciderà se estendere la misura. Giorgetti ha già messo le mani avanti: «L’andamento dei prezzi è assai erratico», e le risorse per coprire ulteriori giorni di sconto andranno cercate nell’extra gettito IVA di luglio, che sarà quantificabile solo ad agosto inoltrato.
Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni ha scritto sui social: «Sappiamo che il taglio immediato sul gasolio non risolve il problema, ma è una risposta tempestiva e responsabile. Seguiamo giorno per giorno l’evolversi della situazione e torneremo a riunirci prima della scadenza per decidere i passi successivi».
Cosa cambia per autotrasporto e imprese (e perché interessa anche le famiglie)
Il decreto non riguarda solo i singoli automobilisti. Viene prorogato a tutto luglio il credito d’imposta per l’autotrasporto, che copre fino al 70 per cento della maggiore spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio rispetto ai prezzi di febbraio 2026. Il provvedimento stanzia altri 22 milioni di euro per questo capitolo, che si aggiungono ai 300 milioni già messi a disposizione del comparto nei mesi scorsi.
Per una famiglia che non gestisce un’impresa di trasporti, la notizia conta in modo indiretto ma reale: l’autotrasporto muove la quasi totalità delle merci in Italia. Un credito d’imposta che aiuta i camionisti a contenere i costi del carburante è un freno — parziale — ai rincari che altrimenti si scaricherebbero sui prezzi al dettaglio. Non basta a sterilizzare gli aumenti, ma dà un po’ di respiro a una filiera che altrimenti avrebbe già girato i maggiori costi ai consumatori finali.
Il Fondo Monetario Internazionale, però, ha criticato il provvedimento: i tagli alle accise generalizzati, ha sostenuto nelle scorse settimane, finiscono per favorire i redditi più alti — che consumano più energia — e gravano sul debito pubblico senza risolvere il problema della povertà energetica. Un avvertimento che resta sullo sfondo mentre il governo prepara la prossima mossa.
In dieci giorni il pieno di diesel costa 8,50 euro in meno. Il resto del rincaro di luglio, però, resta in bolletta. E la partita vera si gioca il 4 agosto.
Fonti
Indice dei Contenuti





