Eolico e solare battono i fossili in Ue: cosa cambia in bolletta

Nel 2025 eolico e fotovoltaico hanno prodotto insieme circa il 30% dell'elettricità dell'Unione europea, superando le fonti fossili, scese sotto il 30%. Per la bolletta degli italiani la transizione non si è ancora tradotta in un vantaggio stabile: il gas ha determinato il prezzo dell'elettricità nel 73% delle ore, contro il 63% del 2021. Il nodo non è più la generazione, ma la flessibilità.

Perché la bolletta resta agganciata al gas

Quando le rinnovabili non bastano, è il gas a fissare il prezzo dell'elettricità, e le centrali vengono chiamate sempre più spesso nei momenti di elevato carico residuo. In Germania nel 2025, con le rinnovabili sopra il 73% della domanda, il prezzo medio day-ahead è stato di circa 28 €/MWh; sotto il 35%, è salito a circa 135 €/MWh.

Il rapporto è di quasi cinque a uno (135 diviso 28): il momento in cui si consuma energia conta quanto quanta se ne consuma. Per l'Italia la fotografia è meno incoraggiante: il gas ha fissato il prezzo nel 73% delle ore del 2025, in aumento dal 63% del 2021, e il costo medio dell'elettricità per le famiglie è indicato intorno a 35 cent€/kWh, tra i più alti dei Paesi analizzati.

Eolico e fotovoltaico superano i fossili nell'Ue: la sfida è la flessibilità
Turbine eoliche nel deserto di Bình Thuận, Vietnam. Foto di Hữu Nhựt Trần su Pexels

Accumuli e reti: il collo di bottiglia italiano

Gli accumuli (Bess) spostano l'energia dalle ore in cui le rinnovabili abbondano a quelle in cui mancano, riducendo lo spazio per la produzione a gas. A febbraio 2026 nell'Ue erano operativi 11,2 GW di Bess utility-scale, più che raddoppiati rispetto ai 5,4 GW del 2024. La pipeline annunciata, se realizzata, supererebbe 80 GW e 230 GWh: circa 2,9 ore di durata media (230 GWh diviso 80 GW).

Per l'Italia il Power Barometer 2026 indica nel breve termine circa 12 GW e 47 GWh, grazie soprattutto al Macse. A fronte di 309,2 GW di progetti rinnovabili in attesa di connessione — dato Terna-Econnextion aggiornato al 31 agosto 2026 — gli accumuli pianificati restano una frazione della pipeline.

Pompe di calore e auto elettriche: consumare quando costa meno

Spostare i consumi verso le ore in cui le rinnovabili producono di più è la leva già a disposizione dei consumatori. Nel 2025 il parco europeo di pompe di calore ha superato 28 milioni di unità nei 13 Paesi considerati, equivalenti a oltre 210 GW termici e a una domanda elettrica stimata tra 85 e 110 TWh l'anno. L'obiettivo è 60 milioni entro il 2030: servirebbe una crescita media del 17% all'anno, contro il 12% degli ultimi cinque anni. Tra gennaio e agosto 2026 le auto elettriche e ibride plug-in hanno toccato il 31% delle nuove immatricolazioni Ue, dal 27% del 2025.

Il conto per famiglie e piccole imprese

Il rovescio della medaglia è il curtailment: nel 2025 la produzione rinnovabile non immessa in rete ha superato il 10% in Irlanda e il 6% in Grecia, ed è aumentata in Spagna. È energia che non arriva mai ai consumatori, pur essendo stata prodotta. Per chi ha un tetto da sfruttare o una pompa di calore da installare, la variabile da guardare non è solo il prezzo dell'energia, ma la capacità del sistema di spostarla nel tempo. Finché accumuli e reti non cresceranno allo stesso ritmo delle rinnovabili, per le famiglie italiane il gas resterà il prezzo pagato nelle ore peggiori.

Fonti

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