La Relazione Annuale 2025 di ARERA consegna un quadro pieno di chiaroscuri per chi paga le bollette. Da un lato il prezzo totale dell’elettricità per le famiglie è calato dell’1,6% nel 2025. Dall’altro il mercato libero resta più caro del servizio regolato e 4,3 milioni di famiglie sono scivolate nella povertà energetica. Il segnale è netto: il risparmio c’è ma è fragile, concentrato solo su alcune voci della bolletta, e non basta a proteggere i nuclei più esposti.
Quanto si risparmia davvero? Il calo dell’1,6% nasconde il peso del gas
La riduzione dell’1,6% sul prezzo finale dell’elettricità domestica è stata certificata da ARERA e confermata da Elettricità Futura. È un dato medio: per un nucleo con consumi tipici può tradursi in qualche decina di euro l’anno, non in uno sconto strutturale.
La ragione va cercata nel costo all’ingrosso dell’energia, il cosiddetto PUN, che nel 2025 è salito a 115,9 €/MWh (+7% rispetto al 2024). Resta più alto dei prezzi di Francia e Spagna, come ha ricordato il presidente ARERA Nicola Dell’Acqua, a causa della forte dipendenza della generazione elettrica italiana dal gas. In pratica la bolletta scende perché si riducono altre componenti (oneri di sistema, tariffe di rete), mentre la materia prima energia continua a pesare. Se i prezzi del gas dovessero risalire, quei pochi euro di risparmio sparirebbero in un trimestre.
Mercato libero più caro: conviene ancora?
La Relazione ARERA contiene un passaggio scomodo per chi ha abbandonato il servizio di maggior tutela: i prezzi nel mercato libero sono mediamente più alti. Non è una novità assoluta, ma il dato arriva nel 2026, dopo anni di campagna informativa per spingere i consumatori verso il libero.
Il messaggio pratico per le famiglie è chiaro: controllare la propria offerta e confrontarla con le condizioni ancora disponibili nel servizio regolato, se la propria categoria lo consente. La convenienza non va data per scontata. ARERA ha annunciato un’unità di vigilanza energetica con monitoraggio in tempo reale dei prezzi al dettaglio, ma intanto tocca al consumatore verificare.
Povertà energetica: 4,3 milioni di famiglie in difficoltà
Il numero è il più duro della Relazione: 4,3 milioni di famiglie sono in condizione di povertà energetica. In pratica un nucleo su quattro fatica a pagare le bollette o a riscaldare adeguatamente casa. Il calo dell’1,6% sui prezzi non ha invertito la tendenza, segno che il problema è strutturale e legato al reddito disponibile oltre che ai costi dell’energia.
Per questi nuclei la priorità è accedere a strumenti di sostegno (bonus sociali, se ancora attivi, e rateizzazioni), ma la relazione non entra nel dettaglio delle misure. L’Autorità ha ribadito la volontà di evitare “oneri impropri” sui consumatori, parole con cui Dell’Acqua ha promesso più rigore sui costi scaricati in bolletta. Ha aggiunto che non ci sarà “nessun riconoscimento tariffario automatico” per gli investimenti straordinari dei distributori: un presidio per evitare che i piani di sviluppo delle reti diventino un aggravio senza controllo.
Cosa cambia con i prezzi zonali e le nuove regole sulle connessioni
Per il futuro prossimo ARERA spinge sul superamento graduale del PUN unico nazionale a favore di prezzi zonali. Tradotto: l’elettricità costerà meno dove c’è molta produzione (rinnovabile, soprattutto) e rete libera, e di più dove la domanda supera l’offerta locale. Famiglie e piccole imprese del Nord potrebbero vedere differenze rispetto al Sud o alle isole, o viceversa a seconda delle congestioni.
La riforma delle connessioni annunciata da Dell’Acqua punta a sbloccare la capacità di rete occupata da richieste non ancora realizzate. Per il consumatore che valuta un impianto fotovoltaico domestico, questo potrebbe tradursi in tempi più rapidi per l’allaccio reale, con meno code virtuali.
Il nesso tra prezzi zonali e autoproduzione è la vera partita dei prossimi anni: in una zona con prezzi elevati e tanto sole, il fotovoltaico con accumulo diventa una leva di risparmio concreta. La regolazione spingerà su flessibilità e digitalizzazione delle reti, ma il primo passo per il consumatore resta misurare i propri consumi e valutare se l’investimento si ripaga. Con un PUN a 115,9 €/MWh e la dipendenza dal gas ancora forte, la bolletta non è al sicuro.
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