Le batterie di accumulo in Italia hanno superato i 5,7 GW di autorizzazioni da inizio 2026, con 1,77 GW concentrati solo tra agosto e settembre. Il dato che però pesa di più per chi valuta l'accumulo — in casa o in azienda — è un altro: i grandi progetti iniziano a reggersi su contratti di lungo periodo più che sugli incentivi. È il segno che lo stoccaggio sta diventando un mercato maturo, non una scommessa regolata.
Cos'è un BESS, spiegato semplice
I BESS — battery energy storage system, ovvero sistemi di accumulo di energia in batteria — funzionano come grandi serbatoi elettrici: immagazzinano energia per rilasciarla quando serve. Quelli autorizzati dal Mase sono impianti di scala industriale, non batterie domestiche. Per dare un'idea della taglia, i tre progetti di Frv Italia nel comune di Rotello, in provincia di Campobasso, valgono 242 MW.
16 decreti in due mesi: il ritmo del 2026
Tra agosto e settembre il ministero ha pubblicato sedici decreti direttoriali per altrettanti impianti, per un totale di 1,77 GW. Mettendo in rapporto i due dati, questi due mesi valgono circa il 31% dei 5,7 GW autorizzati da gennaio (1,77 diviso 5,7). In media ogni progetto sfiora i 110 MW (1,77 GW diviso 16): una taglia da utility, lontana dagli impianti domestici.

Zhero-Tesla: 3 GWh di Megapack in Italia
Sul fronte dei grandi investitori, Zhero ha firmato un accordo quadro con Tesla Energy, insieme a H1 Holdings, per circa 3 GWh di accumulo in Italia. Si parte da 200 MW di impianti pronti per la realizzazione, con le batterie Megapack fornite da Tesla. Zhero sta sviluppando progetti di stoccaggio per oltre 1,5 GW ed è in espansione nel mercato della flessibilità commerciale e industriale.
Cosa cambia per chi guarda alla propria bolletta
Il punto per famiglie e piccole imprese è questo: i progetti Zhero-Tesla saranno sostenuti da accordi di acquisto a lungo termine che, spiegano le società, garantiscono accesso al mercato riducendo la dipendenza da meccanismi di sostegno regolamentati come il Macse. In sostanza, l'accumulo di grande taglia comincia a reggersi sui contratti. "Questo segna un passo fondamentale nella trasformazione che attendevamo fin dall'inizio: evolverci da semplici sviluppatori a veri e propri proprietari e gestori", ha detto Daniele Moriconi, amministratore delegato della divisione Battery Storage di Zhero.
Per il consumatore la lettura è di scenario, non di risparmio immediato: le fonti non indicano cifre in euro né tempi di ritorno per un impianto domestico. Il fatto rilevante è che un mercato industriale dell'accumulo si sta consolidando in Italia, con operatori internazionali disposti a investire.
Il numero da tenere a mente
Se i 1,77 GW di agosto-settembre sono il termometro, il 2026 segna il passaggio dell'accumulo italiano da nicchia a infrastruttura. Chi valuta un impianto di accumulo — domestico o per la propria attività — avrà davanti un settore più maturo e più contendibile.
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