Solare, il 2026 frena: perché conviene ancora installare in Italia

Nel 2025 il fotovoltaico mondiale ha raggiunto 664 GW di nuova capacità, portando il totale globale oltre i 3 TW. Il solare copre oggi il 9% della domanda elettrica mondiale, tre volte di più rispetto a cinque anni fa. Ma il 2026 introduce qualcosa di inedito: per la prima volta in oltre vent'anni, le installazioni globali sono attese in calo. Per chi pensa a un impianto domestico, il punto cruciale è capire da dove viene questa frenata.

Il calo è quasi tutto cinese

Lo scenario intermedio del Global Solar Market Outlook 2026-2030 di SolarPower Europe stima circa 612 GW di nuova capacità nel 2026, una contrazione dell'8% e la prima regressione in oltre vent'anni. Il responsabile principale è la Cina: nel 2025 ha installato 382 GW, il 57% del mercato globale, e nel 2026 è attesa a –24% per cambiamenti normativi interni. Il report specifica che questo non va interpretato come un rallentamento strutturale del settore.

Al di fuori della Cina i mercati crescono: l'Asia-Pacifico (esclusa la Cina) avanza del 18%, le Americhe dell'11%, il Medio Oriente e l'Africa del 48%. L'Europa cresce del 3%, con l'Italia stabilmente tra i dieci mercati principali del mondo insieme a Cina, India, Stati Uniti, Germania, Brasile, Spagna, Arabia Saudita, Francia e Giappone.

Batterie: il segnale concreto per chi installa oggi

Il messaggio che emerge dal report per chi installa non riguarda i pannelli, ma quello che si abbina a essi. L'industria ha chiarito che la fase attuale richiede di integrare la produzione nel sistema — non solo aggiungere capacità — e le batterie di accumulo sono il nodo concreto per il privato.

Fotovoltaico globale: 664 GW nel 2025, primo calo da vent'anni atteso nel 2026
Tecnico specializzato in impianti fotovoltaici durante l'installazione di pannelli solari. Foto di Gustavo Fring su Pexels

Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe, è diretta: "Espandere il solare non significa più soltanto installare nuova capacità, ma anche garantire una sua efficace integrazione nel sistema." Il report segnala come urgente investire "nelle reti, nei sistemi di accumulo a batterie e in altre soluzioni di flessibilità non fossili". Per un privato o una piccola impresa, questo si traduce in una valutazione concreta: abbinare un sistema di accumulo ai pannelli per sfruttare l'energia prodotta nelle ore di picco invece di immetterla in rete.

La matematica del calo e la prospettiva per chi investe

Un calcolo derivato dai dati del report chiarisce la dinamica. La Cina detiene il 57% del mercato solare globale e cala del 24%: un impatto di circa 14 punti percentuali sul totale mondiale (57% × 24%). Il resto del mondo cresce, ma non abbastanza da compensare quel peso — da qui deriva il -8% globale. Per chi installa in Italia, questa matematica è strutturalmente esterna: il mercato europeo avanza, non regredisce.

Il solare copre oggi il 9% della domanda elettrica globale contro circa il 3% di cinque anni fa (ricavato dal fattore tre dichiarato nel report). Nello scenario intermedio, la capacità totale raggiungerà 6,6 TW entro la fine del decennio, più del doppio degli attuali 3 TW.

Il rallentamento del 2026 è un aggiustamento regolatorio di un unico mercato dominante. La domanda giusta per chi valuta un impianto non è "aspettiamo?" ma "stiamo già prevedendo l'accumulo?".

Fonti

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