Decreto FER X: fino a 107 €/MWh per il fotovoltaico di casa e piccola impresa se sostituisci l’amianto. Cosa cambia per famiglie e aziende

Il nuovo decreto FER X entra in vigore il 7 agosto 2026 e riserva 10 GW di nuova capacità solo al fotovoltaico, su un contingente complessivo di 37,15 GW di rinnovabili. La vera novità per chi ha un tetto di casa o un capannone è l’accesso diretto all’incentivo per impianti fino a 1 MW, cioè per qualunque taglia residenziale o da piccola impresa, senza passare da aste. Con il prezzo di esercizio di riferimento fissato a 80 €/MWh – e una maggiorazione di 27 €/MWh in caso di rimozione di eternit o amianto – il meccanismo può trasformare un intervento di bonifica in una fonte di ricavo aggiuntivo. Ma attenzione alle scadenze: le regole operative sono attese entro 60 giorni e il contingente ad accesso diretto si esaurisce con il raggiungimento di 10 GW nazionali.

Cosa prevede il decreto FER X per il fotovoltaico

Il decreto ministeriale n. 194 del 18 giugno 2026, pubblicato dal MASE, fissa un prezzo di esercizio di riferimento di 80 €/MWh per gli impianti fotovoltaici nuovi. Ci sono due fasce di flessibilità per le procedure competitive (aste per potenza superiore a 1 MW): il prezzo può salire fino a 95 €/MWh in condizioni di costo elevate, o scendere a 65 €/MWh in condizioni di costo ridotte. Per gli impianti fino a 1 MW, che non partecipano alle aste, sarà l’Arera a stabilire i prezzi di aggiudicazione entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

La vera occasione per chi deve smaltire coperture in eternit o amianto è la maggiorazione di 27 €/MWh sul prezzo di aggiudicazione. Per un impianto ad accesso diretto, questo porta il valore incentivato a 107 €/MWh (80 + 27). Per chi invece partecipa alle aste, il tetto massimo può salire fino a 122 €/MWh (95 + 27). Un’altra maggiorazione, di 10 €/MWh, è prevista per gli impianti realizzati su specchi d’acqua, ma riguarda più spesso realtà agricole o industriali.

Per dare un termine di paragone: nel regime transitorio FER X, il fotovoltaico era incentivato a 56,825 €/MWh, quindi il nuovo decreto alza la tariffa di oltre 23 €/MWh, rendendo l’investimento più remunerativo anche per chi non ha coperture da bonificare.

Come accedere: niente aste per impianti fino a 1 MW

La soglia che fa la differenza per un’abitazione o una piccola azienda è quella di 1 MW. Il decreto prevede che gli impianti di potenza pari o inferiore a 1 MW accedano direttamente al meccanismo di supporto, senza partecipare a procedure competitive. Basta che i lavori siano iniziati dopo l’entrata in vigore del decreto (7 agosto 2026) e si rispettino le regole che il GSE dettaglierà nelle regole operative di prossima pubblicazione.

In pratica:

Pannelli fotovoltaici su un tetto in sostituzione delle vecchie lastre di eternit, energia solare domestica incentivata
Il Decreto FER X premia chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico: fino a 107 euro per ogni MWh prodotto.
  • Proprietario di casa con tetto in amianto: può installare un fotovoltaico residenziale (tipicamente 3-10 kW) e ottenere l’incentivo maggiorato, cumulabile con un eventuale contributo in conto capitale fino al 40% del costo dell’investimento se proviene da fondi pubblici (ad esempio un bando regionale per la rimozione dell’amianto).
  • Piccola impresa con capannone: può realizzare un impianto fino a 1 MW senza passare da asta, con un iter di accesso semplificato e un prezzo di aggiudicazione definito da Arera.

La scadenza da tenere d’occhio è doppia: il meccanismo per l’accesso diretto resta in vigore fino al 31 dicembre 2030, ma cessa 60 giorni dopo il raggiungimento di un contingente di 10 GW di potenza nazionale per impianti fino a 1 MW. Se la corsa agli incentivi sarà rapida, lo sportello potrebbe chiudersi prima del 2030.

Quanto vale l’incentivo e come si cumula con altri bonus

Il prezzo di esercizio non è un contributo a fondo perduto immediato: è una tariffa garantita sull’energia immessa in rete, che funziona come una copertura del prezzo di mercato. In termini semplificati, se il prezzo all’ingrosso scende sotto il livello di esercizio (per esempio 80 €/MWh), il GSE integra la differenza; se sale sopra, il produttore incassa il prezzo di mercato. Il 5 agosto 2026, il prezzo unico nazionale (PUN) ha toccato 207,84 €/MWh, quindi in giorni come quello l’incentivo sarebbe ininfluente, ma in periodi di prezzi bassi garantisce una redditività minima.

Il decreto consente di cumulare l’incentivo con una tra queste misure, a scelta:

  • Contributi in conto capitale fino al 40% del costo dell’investimento (solo per impianti nuovi);
  • Fondi di garanzia e fondi di rotazione;
  • Agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta o detassazione dal reddito d’impresa per investimenti in macchinari e apparecchiature.

Per un privato che non ha partita IVA, la cumulabilità con detrazioni fiscali tipo ecobonus non è esplicitamente menzionata, quindi in assenza di ulteriori chiarimenti è prudente considerare l’incentivo in tariffa come alternativa, non come aggiunta automatica alle detrazioni attuali.

Un confronto con la situazione reale: i tempi autorizzativi restano il nodo

Anche se l’incentivo è appetibile, l’Italia stenta a installare nuova potenza. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati connessi solo 3,4 GW di nuovi impianti rinnovabili, un ritmo che non basta a raggiungere i target europei. Secondo Legambiente servono oltre 11 GW all’anno, mentre la filiera si dice pronta a realizzarne fino a 20. Il vero ostacolo non è la mancanza di incentivi, ma la lentezza delle autorizzazioni, che per un impianto fotovoltaico può durare fino a 6 anni. Agostino Re Rebaudengo propone di introdurre «un termine perentorio di 90 giorni, assistito da un meccanismo di silenzio assenso» per i procedimenti regionali. Senza uno sblocco amministrativo, il rischio è che il contingente rimanga inutilizzato.

Cosa fare nell’immediato

Con il decreto in vigore da domani e le regole operative in arrivo entro 60 giorni, i proprietari di immobili possono cominciare a:

  • Verificare se il proprio tetto contiene amianto: la sostituzione dà diritto alla maggiorazione di 27 €/MWh, un incentivo che può sensibilmente accorciare i tempi di rientro dell’investimento.
  • Valutare la potenza installabile in funzione dei consumi, ricordando che la taglia fino a 1 MW è esentata dalle aste.
  • Monitorare la pubblicazione dei bandi GSE, attesi entro 30 giorni dalle regole operative, per presentare la richiesta di qualifica preliminare appena possibile.
  • Consultare i futuri decreti Arera (entro 90 giorni) per conoscere il prezzo di aggiudicazione dedicato agli impianti domestici.

Per chi ha un capannone con copertura in eternit, il combinato disposto di incentivo in tariffa maggiorato (fino a 107 €/MWh per l’accesso diretto, o fino a 122 €/MWh in asta) e contributo in conto capitale fino al 40% (se disponibile da bandi locali) può rendere la bonifica e l’installazione del fotovoltaico un’operazione a costo netto molto contenuto, con un flusso di ricavi garantito per anni.

Fonti

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