Il 3 agosto il PUN Index — l’indice che fissa il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia — ha toccato 197,7 €/MWh, con picchi orari sopra i 200 €/MWh a partire dalle 18:00. Un livello che non si vedeva dal gennaio 2023 e che si traduce direttamente in una bolletta più pesante per famiglie e piccole imprese. La domanda vera non è se i prezzi scenderanno a breve, ma quali interventi posso fare oggi per assorbire il colpo nei prossimi mesi.
Quanto pesano 200 €/MWh sulla tua bolletta
Il prezzo all’ingrosso è la componente più rilevante della spesa per la materia energia, quella che in bolletta trovi sotto la voce “energia attiva”. 200 €/MWh equivalgono a 0,20 €/kWh: se in casa hai un contratto a prezzo variabile, ogni kilowattora che consumi nelle ore più critiche può arrivare a costarti il doppio o il triplo rispetto ai valori pre-pandemia. Per fissare un riferimento: prima del 2020 le quotazioni all’ingrosso oscillavano stabilmente tra 50 e 60 €/MWh, un terzo dei valori attuali.
Per chi ha un contratto a prezzo bloccato, l’effetto non è immediato: lo vedrai al rinnovo, quando il nuovo prezzo verrà agganciato ai valori di mercato correnti.
Perché il prezzo è salito proprio ora
Tre fattori si stanno sovrapponendo in queste settimane, ed è utile conoscerli per capire se il fenomeno è temporaneo o strutturale.
- Gas naturale ancora sopra i 60 €/MWh. In Italia il gas copre oltre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Dal 18 luglio 2026 i prezzi del gas all’ingrosso in Italia restano costantemente sopra quella soglia. Le tensioni geopolitiche tengono sotto pressione le quotazioni globali del GNL, come spiegano gli analisti Agata Gugliotta e Gian Paolo Repetto del RIE: «L’accresciuta concorrenza asiatica, che offrendo un premio in termini di prezzo, riduce i carichi di GNL spot in arrivo sulle coste europee».
- Domanda elettrica alle stelle per il raffrescamento, con temperature superiori alla media storica. I condizionatori accesi in tutta Italia spingono i consumi, e il prezzo sale.
- Produzione eolica in calo. L’ultima settimana di luglio ha visto un netto calo della generazione eolica proprio mentre la domanda cresceva. Il risultato è stato un prezzo medio settimanale italiano di 177,16 €/MWh, il più alto tra tutti i mercati europei analizzati da AleaSoft. La Gran Bretagna si è fermata a 145,07 €/MWh, la Francia a 104,44 €/MWh, mentre il mercato nordico ha chiuso la settimana a soli 47,25 €/MWh.
Quanto ti costa un pomeriggio di condizionatore con il PUN a 200
Un calcolo concreto aiuta a capire l’impatto. Un condizionatore di classe energetica media assorbe circa 1 kW di potenza elettrica. Se resta acceso per 3 ore consecutive — mettiamo dalle 18:00 alle 21:00, proprio quando il PUN orario ha superato i 200 €/MWh — il costo della sola materia energia si aggira intorno a 0,60 € (3 kWh × 0,20 €/kWh).
Moltiplica per un mese di ondate di calore, con più split attivi in casa, e la voce “energia” in bolletta cresce di decine di euro rispetto a un’estate con prezzi normali. Chi gestisce un bar, un ristorante o un negozio con locali climatizzati subisce l’effetto su scala molto più ampia.
Tre strade per spendere meno (da subito e nel medio periodo)
Non tutti gli interventi richiedono un investimento immediato. Ecco cosa puoi fare, in ordine di accessibilità.

1. Sfruttare la flessibilità energetica che hai già in casa.
Uno studio congiunto di Enea, Politecnico di Milano e Università di Bergamo ha documentato che una casa energeticamente flessibile può ridurre fino all’80% i picchi di domanda dalla rete. Significa spostare i consumi pesanti (lavatrice, lavastoviglie, pompa di calore) nelle ore in cui l’energia costa meno, tipicamente tra le 12:00 e le 16:00 quando la produzione fotovoltaica è al massimo, ed evitare la fascia serale 18:00-21:00. Attivare la programmazione differita degli elettrodomestici è una soluzione a costo zero per risparmiare oggi.
2. Valutare il fotovoltaico con accumulo.
I prezzi delle batterie stazionarie sono crollati: il costo medio mondiale è sceso a 70.000 $/MWh nel 2025, con un calo del 45% rispetto al 2024. Un impianto fotovoltaico con accumulo ti permette di autoconsumare l’energia prodotta di giorno anche nelle ore serali critiche, aggirando il PUN alle stelle. Con i prezzi attuali, i tempi di ritorno dell’investimento si accorciano sensibilmente, anche grazie agli incentivi fiscali ancora attivi per le ristrutturazioni edilizie che includono l’installazione di pannelli.
3. Verificare se puoi accedere a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER).
Il 3 agosto 2026 ha aperto il portale unico del GSE per la rendicontazione delle spese PNRR destinate alle CER già ammesse ai contributi. Se vivi in un condominio o in una zona dove è attiva una CER, puoi condividere l’energia prodotta da un impianto comune e ricevere un ritorno economico sull’energia autoconsumata. Non è una soluzione immediata per quest’estate, ma è la direzione strutturale per le bollette dei prossimi anni.
Il punto chiave è uno solo: i prezzi attuali non sono un’anomalia temporanea. Finché il gas resterà sopra il 40% del mix elettrico italiano, quotazioni all’ingrosso nell’ordine dei 150-200 €/MWh saranno la norma ogni volta che la domanda sale o l’eolico cala. Il fotovoltaico è cresciuto abbastanza da attutire i picchi peggiori — nel 2022 il PUN toccò 543 €/MWh con punte orarie di 870 €/MWh — ma non abbastanza da riportare i prezzi ai livelli pre-pandemia. L’energia che produci e consumi tu, quella sì, può costarti molto meno.
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