Agrivoltaico da 599 MW in Puglia: cosa porta in bolletta a famiglie e imprese

Un impianto agrivoltaico da 599 MW ha ricevuto il via libera ambientale dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. È il progetto solare più grande mai autorizzato in Italia, e per una volta la notizia non riguarda solo addetti ai lavori: quando entra in rete una potenza di questa dimensione, il prezzo all'ingrosso dell'elettricità nelle ore centrali del giorno può scendere. Meno caro compra il fornitore, meno cara può diventare la bolletta di chi ha ancora un contratto indicizzato.

Il parco sorgerà tra Spinazzola e Minervino Murge, in provincia di Barletta-Andria-Trani, proposto dalla spagnola Solaria. Il decreto di Via positiva, firmato il 27 luglio 2026 e registrato il giorno dopo, chiude un iter cominciato a dicembre 2024 con una richiesta iniziale da 669,99 MW, poi ridotta del 10% in fase di esame fino agli attuali 599 MW. I tagli sono arrivati dopo i pareri della Soprintendenza e degli enti locali: resta il vincolo di scavi archeologici preventivi e l'obbligo di destinare almeno il 30% dell'area dei campi a compensazioni ambientali.

Agrivoltaico: pannelli sollevati e agricoltura sotto

La tecnologia agrivoltaica prevede pannelli montati su strutture rialzate, in modo che sotto si possa continuare a coltivare o far pascolare animali. L'ombreggiamento parziale riduce lo stress termico sulle colture e abbassa l'evaporazione dell'acqua dal terreno: due vantaggi concreti in una regione come la Puglia, dove la siccità è un problema strutturale. Per il consumatore che vede questi impianti moltiplicarsi, il punto è un altro: usare lo stesso terreno per due scopi abbassa il costo complessivo dell'energia prodotta, perché la resa agricola compensa in parte l'investimento. Tradotto: elettricità solare più competitiva sul mercato.

Campo agrivoltaico pugliese con pannelli fotovoltaici sollevati su uliveti, energia solare integrata nel paesaggio agricolo mediterraneo
L'agrivoltaico unisce produzione elettrica e coltivazioni sullo stesso appezzamento, abbassando il prezzo all'ingrosso dell'energia nelle ore centrali.

Cosa significa per la tua bolletta

Un singolo impianto, per quanto grande, non sposta da solo il prezzo dell'energia. Ma il progetto Spinazzola non è un caso isolato: in Italia sono già 13 le iniziative solari sopra i 200 MW ad aver ottenuto la Via favorevole. Di queste, però, solo una è già in esercizio. Il collo di bottiglia non è più soltanto l'autorizzazione: è la fase realizzativa.

Per famiglie e piccole imprese il messaggio è duplice. Da un lato, l'offerta di energia rinnovabile in fascia diurna continuerà a crescere, e con essa la convenienza delle pompe di calore e dei contratti a fasce orarie che premiano i consumi nelle ore centrali. Dall'altro, i benefici pieni arriveranno quando questi gigawatt autorizzati saranno effettivamente allacciati alla rete. Considerando i tempi medi di costruzione, l'impatto sui prezzi si vedrà tra due o tre anni, non nella prossima bolletta.

Intanto, il segnale per chi sta valutando un impianto fotovoltaico domestico è chiaro: la direzione di marcia è verso una rete sempre più satura di solare diurno. Chi produce in casa e consuma subito l'energia che genera resta protetto dalle oscillazioni del mercato. Chi invece pensa di investire in un piccolo impianto per vendere l'energia in rete deve mettere in conto che il prezzo di vendita nelle ore soleggiate potrebbe scendere ancora.

Fonti

Leave a Reply