Il premio massimo per i grandi sistemi di accumulo all’asta Macse è stato proposto a 22.000 €/MWh/anno, un taglio di circa il 40% rispetto ai 37.000 euro della prima asta. La posta in gioco per famiglie e piccole imprese non è l’asta in sé — a quella partecipano operatori industriali — ma il segnale che arriva: i costi delle batterie stanno crollando, e questo si rifletterà sui prezzi dei sistemi di accumulo domestici e sulla bolletta elettrica di chi già li possiede o sta valutando l’acquisto.
La proposta, contenuta nel documento 283/2026/R/eel dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), resterà in consultazione fino al 7 settembre 2026. L’asta per la capacità di stoccaggio con consegna nel 2029 è in programma il 24 novembre 2026.
Perché il premio scende: il crollo dei costi delle batterie
Alla base del taglio c’è un dato concreto: il costo medio mondiale delle batterie per applicazioni stazionarie è sceso a circa 70.000 dollari/MWh nel 2025, con un calo del 45% rispetto al 2024, secondo lo studio BloombergNEF del 9 dicembre 2025. Un secondo studio, pubblicato da Ember l’11 dicembre 2025, indica un costo medio di 75.000 dollari/MWh per un pacco batteria spedito dalla Cina (elettronica di potenza inclusa, trasformatore escluso), a cui aggiungere circa 50.000 dollari/MWh per EPC e costi esterni.
Tradotto in euro (cambio 0,87 €/$), Arera arriva a un costo complessivo di investimento di 125.000 €/MWh per gli impianti che parteciperanno all’asta 2029, contro i 209.500 €/MWh dell’asta precedente. La sola voce batteria scende a 61.000 €/MWh, l’elettronica di potenza resta a 14.000 €/MWh, mentre i costi di costruzione (EPC) calano a 33.000 €/MWh e i costi esterni (sviluppatore, terreno, connessione) a 17.000 €/MWh.
Quanto costano oggi gli accumulatori su larga scala: i numeri dell’asta
Per chi segue il mercato dell’accumulo, i parametri economici definiti da Arera funzionano come un benchmark trasparente. Ecco il confronto tra le due aste:
| Voce di costo | Prima asta (consegna 2028) | Seconda asta (consegna 2029) |
|---|---|---|
| Costo complessivo investimento | 209.500 €/MWh | 125.000 €/MWh |
| Voce batteria | Dato 2024 | 61.000 €/MWh |
| Elettronica di potenza | — | 14.000 €/MWh |
| Costi EPC | — | 33.000 €/MWh |
| Costi esterni | 35.500 €/MWh | 17.000 €/MWh |
| Costi fissi operativi annui | 6.000 €/MWh | 3.629 €/MWh |
| Wacc nominale ante imposte | 8,1% | 8,0% |
Il costo del nuovo entrante (Cone) — il valore che serve a coprire investimento e costi operativi con un rendimento adeguato — scende a circa 21.998 €/MWh/anno, arrotondato a 22.000. Nella prima asta, svoltasi il 30 settembre 2025, i premi marginali effettivi erano stati molto più bassi del massimo: tra 14.354 €/MWh/anno per Sud e Calabria e 18.816 €/MWh/anno per la Sicilia, a fronte di 9.968 MWh assegnati su un fabbisogno di 10 GWh.

Cosa significa per chi ha (o vuole) un accumulo domestico
Un costo industriale in calo del 40% non si trasferisce domani sul preventivo del singolo impianto domestico, ma indica la direzione. I prezzi delle batterie al litio per uso residenziale seguono la stessa curva di discesa, anche se con tempi diversi: i volumi industriali anticipano quelli residenziali di 12-18 mesi.
Per una famiglia che oggi spende 8.000-10.000 euro per un sistema di accumulo da 10 kWh abbinato al fotovoltaico, la prospettiva è di costi in riduzione e tempi di rientro più rapidi. Il fabbisogno complessivo di stoccaggio che Terna ritiene necessario al 2030 è di 32 GWh: la seconda asta ne copre 16 GWh, la metà, segno che la domanda di capacità è in forte crescita e che l’accumulo sta diventando infrastruttura di sistema, non più nicchia per early adopter.
Un dettaglio tecnico che incide sulla durata: Arera prevede un sovradimensionamento iniziale del 12% degli impianti per compensare un degrado ammissibile dell’1% annuo. È lo stesso principio che interessa le batterie domestiche: la capacità cala nel tempo e va dimensionata tenendo conto del decadimento.
Analisi: il costo del servizio di accumulo scende sotto i 2 centesimi al kWh
Considerando il Cone di 21.998 €/MWh/anno e ipotizzando un ciclo completo di carica-scarica al giorno per 350 giorni l’anno, il costo del servizio di accumulo su scala industriale si attesta intorno a 0,063 €/kWh (circa 6,3 centesimi). Nella prima asta, con un Cone arrotondato a 37.000 €/MWh/anno, lo stesso calcolo dava circa 0,106 €/kWh. La riduzione è del 40% anche su questa metrica.
Per un consumatore domestico il parallelismo non è diretto — l’accumulo residenziale ha costi di installazione più alti in proporzione e non riceve un premio fisso — ma il segnale di mercato è chiaro: il costo di stoccare un kilowattora e restituirlo quando serve si sta dimezzando nel giro di due tornate d’asta. È il dato che dovrebbe orientare chi oggi valuta un investimento in fotovoltaico con accumulo: aspettare ha un costo-opportunità in bolletta, ma i prezzi della tecnologia continuano a scendere rapidamente.
L’Arera ha anche proposto di rendere annuale l’aggiornamento dello studio Terna sui costi delle tecnologie di stoccaggio, anziché biennale, proprio per tenere il passo con un mercato in evoluzione rapida.
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