25 Agosto 2011
Le quattro C che servono all'energia

tralicci_tramonto_ridimensdi redazione

Crescita, Coordinamento, Comunitario e Consapevolezza. Sono queste le 4 C che riassumono il nuovo paradigma energetico italiano secondo l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas.

Nella consueta “Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” l’Autorità per l’Energia, presieduta oggi da Guido Bortoni, ha definito le linee programmatiche del prossimo quinquennio, individuando quattro fattori principali su cui intervenire e intorno a cui organizzare il lavoro. Negli obiettivi dell’Autorità stanno la Crescita del Paese, nel segno di uno sviluppo sostenibile, un’attività di Coordinamento, l’orizzonte Comunitario e la Consapevolezza del consumatore. Quattro “C”, come ha sottolineato Bortoni stesso nella sua presentazione.

In merito alla Crescita, l’Autorità si concentra sulla necessità di predisporre affinché lo sviluppo del settore energetico “sia regolare, non caotico, non artificiosamente sostenuto e equilibrato nelle risorse”. L’obiettivo è sostenere tutte le rinnovabili, dando però maggiore centralità al settore termico, su cui finora abbiamo fatto poco e che invece è un terreno che può portare a ottimi risultati. Più impegno serve anche nelle politiche per l’efficienza: “il Paese ha e può ulteriormente costruire e consolidare un’eccellenza. I certificati bianchi nel quinquennio hanno consentito di risparmiare oltre 7 miliardi di kw ogni anno, cioè il 2% di consumi elettrici con un investimento di soli 531 milioni di euro di incentivi, nell’arco dell’intero periodo”. Un’indicazione, questa, che del resto sta pienamente nel solco indicato dalla Commissione Europea che ha recentemente presentato una nuova proposta legislativa sulla promozione dell’efficienza energetica negli edifici pubblici, nelle industrie e nelle abitazioni private.

 

In tema del Coordinamento, viene posto con particolare rilevanza. Il coordinamento tra pianificazione e realizzazione delle infrastrutture di rete e delle centrali di generazione è particolarmente critico, a causa della elevata dispersione delle informazioni necessarie a valutare l’opportunità di investire in nuova capacità produttiva. Per questo, l’Autorità sta lavorando a importanti novità: “la modifica del disegno del mercato nel segno dell’istituzione di un sistema di remunerazione esplicito della capacità produttiva di energia elettrica nel medio lungo termine”. Si tratterà, secondo quanto emerge dal documento, di un sistema di mercato disegnato in analogia con i sistemi operativi negli USA, che protegge i consumatori senza alterare i segnali di prezzo, di aumentare la contendibilità del mercato, di ridurre il rischio per i produttor,i evitando fasi cicliche alternate di sotto e sovra investimento (boom and bust cycle).

Ma Coordinamento è inteso anche come regolazione delle reti. È un passo fondamentale da un lato per superare il problema tutto italiano di “saturazione virtuale” delle reti, che si è creato dalla possibilità di prenotare gratuitamente la capacità a prescindere dall’effettiva realizzazione degli impianti produttivi; dall’altro per adeguare la rete ai cambiamenti del settore produttivo, dotandola di strumenti, come quelli di accumulo, che consentano il pieno sfruttamento delle rinnovabili e la gestione in sicurezza dei flussi di energia. Si guarda, poi, a sistemi di demand response anche per facilitare lo sviluppo della mobilità elettrica.

 

Un’ulteriore novità riguarda la prossima operatività del Sistema Informativo Integrato (SII), che dovrebbe entrare in funzione, per il settore elettrico nel 2012. Un primo passo importante per sostenere ulteriormente lo switching dei clienti da un fornitore all’altro. Su questo fronte i risultati del nostro Paese sono buoni - in Italia il tasso si attesta al 17% per i privati e al 36% per le piccole imprese – anche in confronto alle medie europee, ma sono incrementabili. La capacità di fare switch e passare da un fornitore all’altro è però direttamente proporzionale alla consapevolezza del consumatore, cioè alla sua capacità di leggere e interpretare, di confrontare proposte, aspettative e risultati. Anche su questo c’è da lavorare, dice l’Autorità, a partire dalle bollette, che devono essere rese più chiare.

L’orizzonte naturale dell’attività dell’Autorità deve essere quello Comunitario. Nel quadro europeo ha avuto particolare rilevanza l’avvio operativo, a marzo, dell’Agenzia Europea per il Coordinamento dei Regolatori dell’Energia (ACER), fortemente voluto dal nostro Paese proprio per intensificare gli sforzi verso la definizione di un mercato unico europeo, cominciando a superare “gli angusti cofini nazionali”. ACER si candida ad essere quello che la BCE è per le bance centrali degli Stati membri.

Ma comunitario potrebbe essere anche il ruolo dell’Italia come hub del gas. In questo caso, il richiamo di Bortoni è molto forte e chiaro. Servono infrastrutture – nuova capacità di stoccaggio, nuovi rigassificatori o gasdotti di collegamento con i paesi produttori - che devono essere pensate, gestite e regolate non più solo in un’ottica di garanzia della sicurezza degli approvvigionamenti nazionali, ma in funzione delle opportunità di ottimizzazione dei flussi del gas a livello europeo. Altrimenti, continueremo ad essere niente più che una “provincia” del gas.

 

 

Per approfondire
La presentazione del Presidente AEEG
Il testo integrale della Relazione Annuale dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas

 

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