15 Novembre 2010
Per un futuro energetico a basse emissioni

ciminiere2World Energy Council Italia, Associazione Italiana degli Economisti dell'Energia (AIEE) e Associazione italiana di ingegneria chimica (AIDIC) hanno organizzato a Roma una conferenza sul tema della Cattura e Stoccaggio della CO2.

Un incontro importante che ha visto a confronto esperti internazionali, imprenditori, autorità internazionali e rappresentanti del governo italiano. Nella giornata di lavori, sono state messe a fuoco non solo le tecnologie oggi a disposizione, le applicazioni concrete della tecnologia CCS nel mondo, ma soprattutto l'importanza di questo sistema per far fronte all'emergenza climatica. Secondo i dati condivisi, infatti, per ancora almeno un ventennio i fossili resteranno le fonti principali di produzione di energia nel mondo: solo tecnologie capaci di garantire un utilizzo che riduca fortemente le emissioni di CO2 possono limitarne gli effetti sull'ambiente e sul clima.

Una tecnologia fondamentale, quindi, che bisogna al più presto portare da una fase di progetti pilota (cinque gli impianti già funzionanti nel mondo - Sleipner, Weyburn, Snohvit, in Salah, Rangely - mentre sono 85 quelli dimostrativi in fase di realizzazione e di questi 27 saranno realizzati in Europa) a una fase di commercializzazione e diffusione; al raggiungimento di questo obiettivo però si frappongono ostacoli non solo normativi, ma anche di natura tecnica e finanziaria.

In Italia, il Ministero dello Sviluppo sta analizzando un decreto legislativo sullo stoccaggio geologico della CO2, proprio nell'ottica di un passaggio a una economia "near - zero emission". Come ha ricordato Aldo Fumagalli, Presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di Confindustria, la disponibilità di questa tecnologia, il suo utilizzo,  non interessa soltanto le aziende del comparto elettrico, ma una gamma molto ampia di imprese. L'Italia è del resto, secondo Fedora Quattrocchi, di INGV, un paese con un alto potenziale di stoccaggio geologico, così come riconosciuta è la sua leadership nel settore, sviluppatasi per la necessità di tenere sotto controllo con una rete di sensori sismici il territorio.

Sempre Fedora Quattrocchi ha però portato l'attenzione su un altro elemento e cioè la nascita in alcuni paesi di uno specifico fenomeno di contestazione che ha già trovato il suo acronimo: NUMBY (Not Under My Back Yard).
L'Unione Europea ha posto lo sviluppo della tecnologia CCS tra le priorità strategiche, ma è certamente questione delicata e complessa.

Per approfondire
Scarica la sintesi dei lavori

 

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