30 Agosto 2010
Blow car. La city car leggera, ecologica, sostenibile

dicamillo_2Intervista a Dario Di Camillo
di Agnese Bertello

Dario Di Camillo, architetto e deigner industriale, racconta il suo ultimo progetto per una nuova mobilità. Si tratta della prima blow car: city car ecologica dalla struttura leggerissima e resistente, realizzata in PVC. I consumi sono ridotti ai minimi termini, ma non è l'unico vantaggio. 

 

Architetto Di Camillo, il suo studio ha appena presentato la Blow car: la macchina gonfiabile. Quando è nata quest’avventura?Qual è la sua storia?
Si tratta di un’avventura che è nata nel 1997 quando abbiamo cominciato a lavorare a progetti di ospitalità temporanea low cost che prevedevano l’utilizzo di inflatable systems, si tratta di tecnologie e materiali in uso in campo aeronautico, per la realizzazione di air bag, scivoli d’emergenza degli aerei, sonde spaziali. All’epoca avevamo immaginato piccoli alberghi low cost, con 8 unità abitative, che si gonfiano in 30 secondi. Si tratta di soluzioni adatte ad ospitare dei giovani, unità che possono essere temporaneamente collocate ovunque, anche pieno centro, per dire, tant’è che avevamo avviato dei contatti con la provincia di Milano che era interessata al progetto soprattutto per risolvere situazioni di overbooking durante eventi come il Salone del Mobile. Accanto a questo abbiamo pensato altri progetti, come i blow garage, blow bike, attrezzature per il mare... Poi via via si è fatta strada l’idea che questo sistema poteva funzionare anche come carrozzeria per l’automobile, per una nuova idea di auto, e questo progetto ha prevalso su tutti gli altri.

Ridurre il peso dell’auto è il problema fondamentale di ogni casa automobilistica, voi siete intervenuti in maniera diciamo radicale su un punto su cui gli altri intervengono con palliativi, con timore…
Sì, spesso le pubblicità delle automobili puntano su questo aspetto, ed in effetti molte case automobilistiche rivolgono a questo problema il massimo della loro attenzione, ma lo fanno senza inventiva, scegliendo materiali molto nobili e quindi molto costosi. Noi abbiamo voluto dare uno scossone al mondo dell’auto e avviare una piccola ma decisiva rivoluzione nel settore.
Ovviamente, usando questi materiali, il veicolo è decisamente più leggero e consuma decisamente di meno di una macchina normale con prestazioni analoghe.

blow car_ambientazione2Un dato che fa della blow car un’auto decisamente green...
Sì, ma questa non è l’unica ragione per cui la blow car può a buon diritto essere definita ecologica. Anzi, la ragione fondamentale è un’altra: il consumo di energia necessario per realizzarla è notevolmente inferiore. Per realizzare la blow car non si fa uso di stampi, non c’è da muovere presse, si procede a un lavoro di natura quasi sartoriale con il laser e si salda. C’è poi un altro elemento importante che è il riciclo del materiale; tutta la parte esterna, la carrozzeria tradizionale, è realizzata in un materiale del tutto riciclabile: si tratta di PVC. A fine ciclo, dell’auto resta un cubetto di PVC. Un elemento che ne aumenta il valore di eco sostenibilità riconosciuto anche a livello europeo e che porta vantaggi anche dal punto di vista assicurativo. In più ovviamente, abbiamo previsto tutte le versioni oggi possibili, cioè la versione ibrida, elettrica ed endotermica.

In quanto a sicurezza e tenuta di strada, i test fatti che risposta vi hanno dato?
Stiamo eseguendo adesso i test di questo tipo, ma siamo molto fiduciosi sui risultati. Il materiale è lo stesso dell’air bag. Solo che quando un air bag si apre all’improvviso all’interno di un abitacolo, qualche problema si può comunque avere (per esempio se il guidatore ha gli occhiali), mentre se viene posto all’esterno, la protezione è costante. Stiamo lavorando anzi per togliere sempre più lamiera e per controllare al meglio il raccordo con la lamiera, in maniera che la collaborazione tra i materiali sia ottimale. Ricordiamoci che è il materiale con cui si costruiscono le sonde che atterrano su Marte.

Chi è l’utente ideale?
La blow car è una city car. Un’auto adatta a un pubblico anche di adolescenti, dai 14 ai 16 anni, a chi vuole muoversi in centro città in maniera ecologica, alle amministrazioni che possono anche impiegarle in maniera intelligente per il car sharing o comunque per la mobilità del personale.

Con la crisi attuale, qualcuno certamente vedrà in questa nuova tecnologia un pericolo per i posti di lavoro invece di una potenzialità…
Noi invece pensiamo che possa portare sviluppo. Ovviamente parliamo di piccole fabbriche, per numeri piccoli, almeno per ora. La fabbrica per la realizzazione delle prime blow car avrà sede in Abruzzo, pensiamo che possa arrivare ad occupare una sessantina di persone. Gli elementi standard dell’auto - la parte hardware, le 4 ruote – potranno essere frutto di accordi con partner diversi. Certo noi immaginiamo anche possa aprirsi uno scenario interessante per noi anche nei paesi in via di sviluppo e per questo abbiamo brevettato la nostra tecnologia in 130 paesi del mondo.

Quali sono le prossime tappe?
Stiamo procedendo alla realizzazione del prototipo che dovrebbe essere pronto per l’autunno 2010. E proseguiremo con la produzione di 1500 Blow car all’anno. Sarà disponibile in due versioni: small (2 passeggeri) e medium (4 passeggeri). In questo modo pensiamo di poter raggiungere il break even nell’arco di 5 anni.

 

Per approfondire
www.innovazionenergia.it

 

 

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