17 Settembre 2010
Dove va l'auto elettrica PDF Stampa E-mail

francobollo_auto_elettricadi Emilia Blanchetti, vicepresidente Aris

“L’auto elettrica esiste da sempre”, “L’auto elettrica è un tema convegnistico, non industriale”, “Le società petrolifere bloccano lo sviluppo dell’auto elettrica”, “L’auto elettrica è troppo silenziosa, e quindi pericolosa”, “Con l’auto elettrica consumeremo ancora più energia”.

 

Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni che circondano (negativamente) questo particolare ambito del settore energetico.

Certamente l’auto elettrica esiste da quando esiste l’auto, se n’è parlato molto soprattutto negli ultimi vent’anni, senza mai far partire un vero programma di sviluppo, e certamente vi sono aspetti tecnologici e di mercato che necessitano ancora di un lunghissimo percorso di crescita.

Detto ciò, anche per noi “addetti ai lavori” il clima che si respira attorno all’auto elettrica è completamente cambiato nell’ultimo anno. Nella direzione della concretezza.

Lo si è percepito chiaramente a Roma, nel corso di Zeroemission, in occasione della tavola rotonda promossa dal Festival dell’energia in collaborazione con Federutility lo scorso 8 settembre: “Città verdi e auto elettrica: una rivoluzione già in atto”.

Nutrito il parterre dei relatori*, moderati da Diego Gavagnin di Quotidiano Energia, numeroso e interessato il pubblico in sala. A dimostrazione che il tema c’è, è caldo e suscita interesse, ben oltre le sedi convegnistiche… D’altronde basti pensare che solo in questa settimana sono usciti due servizi dedicati all’auto elettrica rispettivamente lunedì 13 su Affari&Finanza – prove su strada e batterie – e mercoledì 15 sul Corriere della Sera, in occasione del lancio della “Piattaforma tecnologica italiana sulla mobilità elettrica” promossa da Assoknowledge.

Alla tavola rotonda di Roma si è discusso principalmente di infrastrutture, di regolamentazione, di standard e di interoperabilità. Eh già, perché il nodo vero sta proprio qui. I modelli presentati dalle varie case automobilistiche che, chi più chi meno, stanno tutte investendo sull’auto elettrica, sono solo l’ultimo anello della catena. Il problema vero sono le infrastrutture di ricarica, gli incentivi al mercato, la standardizzazione dei protocolli di funzionamento, la socializzazione dei costi.

Come si fa a garantire la possibilità di ricaricare la propria auto elettrica in tutta Europa? Mica potremo viaggiare con l’adattatore universale come facciamo adesso con l’asciugacapelli! Chi deve pagare i costi delle infrastrutture: chi produce le auto? Chi le compra? I comuni? Chi produce e distribuisce energia? La collettività? Una risposta ancora non c’è, ma esistono esempi virtuosi da cui trarre esperienza, come per esempio in Francia, dove un bonus malus sulle emissioni di CO2 permette di destinare parte del ricavato delle sanzioni allo sviluppo delle infrastrutture per l’auto elettrica. Roberto Malaman, direttore dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, promette entro la fine dell’anno un provvedimento per stabilire i criteri di socializzazione dei costi delle infrastrutture della mobilità elettrica.

In Italia assistiamo al fiorire di “progetti pilota” in varie città, che rappresentano sicuramente un buon punto di partenza, ma per far partire un mercato vero, in grado di garantire i numeri necessari a creare un settore di sviluppo industriale, occorre un coordinamento nazionale, regolamentato e omogeneo. Occorre stabilire sinergie tra le varie iniziative e presentare in Europa un progetto unitario.

Dal canto suo la Commissione Europea, ha dichiarato Carlo Corazza, è al lavoro da tempo con commissioni internazionali di tecnici ed esperti proprio per stabilire degli standard tecnologici sovranazionali, e per delineare le linee di sviluppo per un mercato europeo della mobilità elettrica, con infrastrutture intelligenti e interoperabili.

In Italia sono stati fatti molti passi avanti, e, promette l’onorevole Agostino Ghiglia, la proposta di legge per regolamentare lo sviluppo e gli incentivi al mercato dell’auto elettrica in Italia è in fase avanzata di approvazione: da lì si partirà per uno sviluppo nazionale delle infrastrutture di ricarica e sarà creato un Osservatorio nazionale sull’auto elettrica.

Più cauto Corrado Clini del Ministero dell’Ambiente: con questi numeri non si va da nessuna parte, afferma il direttore. Per iniziare a parlare di un mercato dell’auto elettrica occorrerà arrivare a coprire un 10/15% della mobilità. L’auto elettrica non dovrà essere vista dagli acquirenti come un bene di lusso, “la terza auto da città compatibile con l’ambiente”, ma dovrà sostituire nelle famiglie italiane la seconda auto.

Compare allora il concetto di Smart City, la città intelligente, dove l’integrazione di mobilità, accesso all’energia, sviluppo urbanistico, infrastrutture e impegno per la sostenibilità portino verso uno sviluppo urbano in grado di favorire e far crescere anche il mercato dell’auto elettrica.

Batterie, infrastrutture di ricarica, reti intelligenti, aerodinamica delle vetture, modelli di sviluppo industriale: stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione. E in molti paiono intenzionati a non perdere questo treno!

 

 

I relatori del convegno
Emilia Blanchetti, vice presidente Aris;
Corrado Clini, Direttore Generale Ricerca Ambientale e sviluppo Ministero dell'Ambiente;
Agostino Ghiglia, Deputato, Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici della Camera;
Carlo Corazza, Direttore Rappresentanza Regionale di Milano Commissione europea;
Roberto Malaman, Direttore Generale Autorità per l’energia elettrica e il gas;
Pietro Menga, Presidente CEI-CIVES;
Andrea Baracco, Communication&Public Affairs Director Renault Italia;
Alessandro Bartolini, Responsabile Sistemi di Automazione A2A;
Mario Conte, Ricercatore ENEA Unità Tecnica "Tecnologie Avanzate per l'Energia e l'Industria";
Andrea Fiocchi, Direttore Investimenti Sorgenia;
Fabio Santini, Direttore Area Mercato dell’Energia FederUtility;
Andrea Valcalda, Responsabile Innovazione e Ambiente Divisione Ingegneria e Innovazione ENEL.

 

 

Ultimo aggiornamento 24 Settembre 2010
 

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