24/9/11 ore 16 - Puntare TUTTO sulle rinnovabili

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Manneheimer presenta i risultati del III monitoraggio dell’Osservatorio Energia. I dati sono relativi a un campione di 800 persone, rigorosamente rappresentativo della popolazione. Il sondaggio valuta l’atteggiamento della popolazione italiana verso le rinnovabili, in particolare verso l’eolico, e la disponibilità concreta ad agire e a pagare letteralmente di più per favorirne lo sviluppo. Vediamo i dati principali.

La questione energetica: un tema prioritario

Il primo dato chiave è la preoccupazione per il miglioramento dell’approvvigionamento energetico, per più di 2 italiani su 3 si tratta di una questione prioritaria. Un dato che appare in continua crescita negli anni. L rilievo dato dagli opinion leader a questo aspetto è ancora maggiore: per nove osservatori su dieci si trova i primi posti nell’agenda ideale.

… e sempre più preoccupante

Continua a crescere la preoccupazione per i diversi aspetti legati alla questione energetica: la quota di coloro che si dichiarano preoccupati per tutti i sette temi sottoposti alla loro attenzione è salita di 31 punti percentuali in un anno. In particolare preoccupa che possano essere costruire nuove centrali vicino a casa, il fenomeno Nimby, l’esaurimento delle fonti non rinnovabili e il timore dell’aumento dei prezzi.

L’informazione risulta sempre più insufficiente

Solo il 38% degli italiani maggiorenni ritiene di sere informato su fonti primarie e approvvigionamento: a fronte di una forte e generalizzata crescita della preoccupazione si assiste a un progressivo aumento della percezione di non informazione. Nel maggio 2010 il campione si spaccava in due tra informati e non infatti, mentre oggi quasi 2 intervistati su 3 si dichiarano poco o per nulla informati.

Paradossalmente il campione dichiara di conoscere molto meglio fotovoltaico ed eolico rispetto a una fonte rinnovabile come l’idroelettrico (solo il 31% dichiara di sapere di cosa si tratta), che pure è storicamente radicata.

 

Rinnovabili: è il momento di puntare tutto

L’entusiasmo degli italiani verso le rinnovabili è sincero, tangibile e concreto. Il 60% dice che è arrivato il momento di puntare tutto sullo sviluppo delle rinnovabili; a questo tasso si aggiunge un 25% che considera che sia importante farlo anche se occorre continuare a investire anche sugli altri settori. Ma a colpire particolarmente è la disponibilità esplicita a far crescere la quota in bolletta destinata agli investimenti sulle rinnovabili (22%) o a lasciarla tale a quale a oggi (49%). In merito all’eolico, il 23% sarebbe disposto a pagare anche più del 6% in bolletta per sostenerne la crescita e il 44% pagherebbe tra l’1% al 6%.

 

Il risparmio energetico è importante per 4 italiani su 5

Quanto conta l’impegno del singolo? Era il 78% degli italiani ogni persona può contribuire con il proprio comportamento al risparmio energetico: solo 4 anni fa questo tipo di sensibilità era diffuso solo nel 66% del campione. Allora come oggi i nostri connazionali dichiarano l’attuazione di numerose pratiche salva-energia come l’utilizzo di lampadine a risparmio energetico, la limitazione dei consumi di acqua calda, la moderazione nel riscaldamento e raffreddamento della propria abitazione e lo spegnimento dello stand-by degli elettrodomestici.

 

Impegno sul fronte delle rinnovabili e ricadute di immagine per il fornitore di energia

Le energie rinnovabili sono note ai più (se si considerano la solare e l’eolica la conoscenza dichiarata si aggira intorno al 90%). L’impegno del proprio fornitore sul versante delle rinnovabil avrebbe per 3 italiani su 4 anche ricadute decisamente positive. Decisamente più controversa l’attivazione nei confronti del nucleare che provocherebbe invece un peggioramento della reputazione aziendale.

 

E aiuterebbe a superare la dipendenza dall’estero

Sono forti l’interesse e il gradimento nei confronti delle fonti energetiche rinnovabili, specie per quel che attiene a solare ed eolica. Queste fonti rappresentano inoltre un’opportunità per ridurre la dipendenza dall’estero per circa il 70% degli intervistati. Il nucleare, invece, perde molto appealing presso gli intervistati, polarizzando il campione in merito a questo tema.