23/9/11, ore 18.00 - Siamo tutti efficienti!

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di Alessandro Clerici, Presidente onorario WEC Italia


Ogni considerazione sulle possibili strategie energetiche deve partire dall’analisi di alcune evidenze:

1. la popolazione attuale è di 6.7 miliardi di persone, con una crescita negli ultimi dieci anni del 12%; parallelamente, l’energia primaria è cresciuta del 20%;
2. sono ancora oggi senza corrente elettrica 1.6 miliardi di persone;
3. l’energia elettrica è destinata a diventare sempre più importante, nel 2030 richiederà il 44% delle risorse energetiche primarie, dato che era del 37% nel 2007
4. le fonti fossili contribuiscono per l’80% al fabbisogno energetico e per il 66% alla produzione di energia elettrica: è il loro utilizzo ad essere tra le cause principali delle emissioni di gas climalteranti.

Per ridurre sia il consumo delle risorse fossili, ormai limitate, che delle emissioni di CO2, ci sono due sole strade: razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici, utilizzo di fonti carbon free.

Si tratta fondamentalmente di rompere il legame diretto tra crescita, consumi ed emissioni.
Per vincere le sfide energetiche, occorre:
1. ridurre la correlazione tra crescita economica e l’uso di energia, cioè una netta riduzione dei consumi;
2. ridurre la correlazione tra produzione di energia ed emissioni, cioè ricorrendo a rinnovabili, cattura e stoccaggio della CO2 e nucleare.

L’efficienza energetica è la maniera più rapida e più economica di fronteggiare concretamente le sfide energetiche; oggi è però perseguita più che altro a parole, molto meno nei fatti.

Questo da una parte perché le opportunità sono disperse in tutti i settori, polverizzate in milioni di utilizzatori; dall’altra perché è meno “visibile”, rende meno in termini di visibilità politica; infine perché c’è una grave mancanza di informazione e di cultura del ciclo vita: le aziende nel nostro paese tendono comunque a preferire motori che costano meno (e valgono meno facendo consumare di più) piuttosto che macchine che richiedono investimenti più importanti (ma a lungo termine più redditizi).

Un approccio culturale che può cambiare con leggi che obblighino in tutti i settori ad avere un alto livello di efficienza, e con l’introduzione di incentivi, se e quando necessari, per sostituire i motori vecchi e inefficienti con tecnologie più avanzate.

La presentazione di Alessandro Clerici