25/9/11 , ore 17,30 - Dopo Fukushima

16_volontari_piccola

di Alessandro Clerici, presidente onorario WEC Italia


Prima di Fukushima erano attivi 442 reattori in 30 paesi; circa 65 reattori erano in costruzione in 16 paesi e per molti reattori in diversi paesi si prospettava un allungamento del ciclo vita da 50 a 60 anni. Il nucleare stava vivendo una fase di crescita importante. Una fase che si è interrotta con l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima, evento che ha costretto popolazioni e governi a riflettere profondamente e a prendere posizione.

Ciascun Paese ha fatto la sua scelta, radicale è stata quella della Germania, così come quella dell'Italia, attraveso il referendum. In altri Paesi molti progetti sono stati sospesi, rinviati, o rallentati per rivedere gli standard di sicurezza.
Il nucleare resta comunque determinante nel mix energetico mondiale.

Questo incidente ha posto sotto gli occhi di tutti la necessità di individuare delle soluzioni per una possibile governance internazionale della sicurezza nucleare. L’impatto di un incidente nucleare è infatti globale e globale deve essere la governance, ad oggi invece questa resta essenzialmente appannaggio delle singole nazioni. La International Atomic Energy Agency (IAEA) può esclusivamente fornire dei pareri; al suo ruolo si aggiunge quello della WANO, World Association of Nuclear Operators, che agisce però solo attraverso peer review.

Troppo poco, oggi, dopo Fukushima.

La presentazione introduttiva di Alessandro Clerici