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Call for papers Festival dell'Energia, II edizione |
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Dal 20 al 23 maggio 2010, torna a Lecce il “Festival dell’Energia”, e torna il call for paper, il bando per la presentazione di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica in ambito energetico, rivolto a Università, Fondazioni, Associazioni, Istituti di ricerca pubblici e privati, italiani e stranieri.
I progetti, da presentare sottoforma di abstract (3.500 caratteri spazi inclusi), possono avere carattere teorico o essere supportati da sperimentazioni scientifiche, brevetti o prototipi. Le proposte devono essere inviate entro il 15 marzo 2010 all'indirizzo
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e saranno selezionate entro il 31 marzo 2010 dal Comitato Scientifico del Festival in base a criteri di innovazione e fattibilità.
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Accettabilità sociale rinnovabili. Una ricerca |
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di Fabio Disconzi, Ingegneria Industriale Università di Padova
Per molti anni si è creduto che il miglioramento tecnologico, scientifico ed ingegneristico fosse in grado di portare a una riduzione dei consumi di energia. Il miglioramento del rendimento di conversione delle varie tecnologie e l'ottimizzazione dei processi si è visto non essere sufficiente per invertire la tendenza dei consumi di energia. E con l'aumento dei consumi energetici aumentano le emissioni di gas ad effetto serra. Ogni Paese del mondo ha in Agenda l'impegno di aumentare il contributo delle fonti rinnovabili nel loro fabbisogno energetico. Alcuni Paesi si sono imposti degli ambiziosi target ed hanno creato un contesto per lo sviluppo delle nuove tecnologie e per le tecnologie rinnovabili molto fertile dal punto di vista tecnico-economico. Tuttavia con l'aumentare della penetrazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili si osserva che la diffusione non è efficiente e veloce come previsto: vi è un fattore finora largamente trascurato che frequentemente risulta essere di ostacolo per lo sviluppo dei progetti: l'accettabilità sociale.
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Nuove tecnologie per l'energia. Scienza o fantascienza? |
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di Lorenzo Pinna, autore di Super Quark
Il Wall Street Journal nei giorni scorsi ha individuato cinque tecnologie che potranno cambiare radicalmente il modo in cui produciamo energia e dunque consentirci di vincere la sfida principale: liberarci dalle fonti fossili, diminuire drasticamente la produzione di CO2 e continuare a crescere. Quanto è realistico lo scenario proposto dal WSJ?
Ci sono tre righe all'inizio dell'articolo che dicono da sole tutto quanto: "Il successo non è garantito. E tecnologie presentano difficili sfide ingegneristiche e alcune richiedono grandi salti scientifici in nuovi materiali o in piante geneticamente modificate. A queste innovazioni devono essere realizzate a un costo che non rende l'energia prodotta ancora più cara . Se tutto ciò può essere realizzato allora ognuna di queste tecnologie può rivelarsi rivoluzionaria." Ci sono troppi "se" in giro e in certi casi siamo più vicini alla fantascienza che alla scienza. Ma in altri casi le speranze di una svolta sono più realistiche. Vediamo in quali.
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Storia avventurosa di una presunta eresia scientifica |
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di Agnese Bertello
Quella della fusione fredda è una storia affascinante che comincia con il clamore per una scoperta che sembrava capace di rivoluzionare il mondo dell'energia; l'esperimento di Fleishmann e Pons, da cui tutto ha avuto inizio nel 1989, infatti, sembrva promettere all'umanità energia in quantità illimitata, a buon mercato e senza conseguenze. Se oggi, importanti centri di ricerca nel mondo, in Italia l'INFN e l'ENEA insieme ad alcune università, portano avanti la ricerca in maniera istituzionale, per quanto silenziosamente, è perché si è riconosciuto che quello della fusione fredda sia una branca del sapere in cui val la pena portare avanti una ricerca di base seria. Ma non è sempre stato così e per lungo tempo gli scienziati che sceglievano di occuparsi di fusione fredda erano considerati degli eretici, in qualche modo, costretti a percorrere strade individuali, senza poter godere di finanziamenti adeguati.
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Ricerca: Italia e USA sulla stessa lunghezza d'onda |
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di Luciano Maiani, Presidente CNR
Non vi è dubbio che una delle maggiori imprese che il prossimo futuro ci chiederà di affrontare sarà quella di trovare nuove e più efficienti risposte al crescente fabbisogno di energia. Il rapporto 2008 della International Energy Agency (IEA) indica che nel 2006 i consumi primari mondiali di energia sono stati di 11,7 Gtoe (Miliardi di tonnellate di Petrolio Equivalente), e stima che nel 2030 possano crescere del 50% rispetto ai livelli attuali. Vincere questa sfida rappresenta, secondo la maggior parte degli scienziati, la prova più importante che l'umanità è chiamata a superare nel XXI secolo.
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