Mobilità
15 Luglio 2009
Biofuel, la frontiera del transgenico PDF Stampa E-mail

Alessandro Politi al Festival dell'EnergiaIntervista Felice Cervone, Università di Roma 1
di Agnese Bertello


Che cosa si intende esattamente per biofuel e come arriviamo a produrlo?
Con il termine biofuel intendiamo diversi combustibili biologici fra cui due che si possono ottenere dalle biomasse vegetali: il bioetanolo e il biodiesel. Il bioetanolo è un combustibile che deriva dalla conversione dello zucchero in etanolo attraverso la fermentazione. Il biodiesel invece si ottiene dagli oli delle piante, come l'olio di colza. Sono entrambi processi molto antichi, noti fin dall'epoca dei romani, che usavano l'olio di oliva come combustibile. Il bioetanolo, che è il mio specifico campo di ricerca, si ottiene principalmente dalla canna da zucchero, almeno in Paesi, come il Brasile, in cui il clima è favorevole a questo tipo di coltivazione. Può essere ottenuto anche da piante con un alto contenuto di amido - mais, patate e anche grano -, in questo caso l'amido viene idrolizzato a zuccheri semplici e poi trasformato in etanolo con la fermentazione. Queste sono piante che crescono bene anche là dove il clima è più rigido, diffuse in tutta Europa. Il bioetanolo è competitivo già oggi in Paesi, come il Brasile e gli Stati Uniti, dove si è sviluppato un mercato importante, basti pensare che nel Paese di Lula il 50% delle automobili va a bioetanolo. Il problema in Europa restano le infrastrutture, che non sono adeguate.

Ultimo aggiornamento 18 Gennaio 2010
 
08 Gennaio 2009
Biocarburanti: 2 anni vissuti pericolosamente. E poi? PDF Stampa E-mail

biofuel2di Augusto Ninni,
professore di economia industriale Università di Parma, direttore di ricerca presso lo IEFE, università Bocconi.

Le ragioni ufficiali dello sviluppo dei biocarburanti (soprattutto: bioetanolo, da cereali o da zuccheri, al posto della benzina; biodiesel, da semi oleosi, al posto del gasolio) sono state espresse più volte in sede di Unione Europea. Esse sono:
a) ambientali, per le minori emissioni di gas serra attribuibili al loro utilizzo, rispetto ai combustibili fossili;
b) d'ordine economico-strategica ("security of supply"), derivante dalla parziale sostituzione di prodotti petroliferi, costosi e provenienti da aree geografiche instabili e politicamente inaffidabili;
c) d'ordine economico-redistributiva, derivante dal fatto che a trarre vantaggio dai proventi della vendita dei nuovi carburanti sarebbero le aree rurali, nazionali o estere.
Essendo i biocarburanti non competitivi in termini di costi di produzione rispetto ai carburanti petroliferi (con la parziale eccezione del Brasile) queste ragioni giustificherebbero la fornitura di incentivi governativi alla loro produzione e utilizzo.

Ultimo aggiornamento 14 Gennaio 2010