Fonti convenzionali
05 Marzo 2010
Non convenzionale. È il gas che ribalta le previsioni. PDF Stampa E-mail

gas3di Sophia Ruester, Dresden University of Technology
Traduzione e adattamento a cura della redazione.

 

Niente ha alterato il mercato del gas naturale in Nord America, e la sua fame di LNG, tanto quanto  la scoperta di risorse significative di gas non convenzionale.
Ultimo aggiornamento 10 Marzo 2010
 
05 Febbraio 2010
Metri cubi di gas. Veri o di carta? PDF Stampa E-mail

stock_gasCristina Corazza, Responsabile Comunicazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas risponde a un lettore di Energiaspiegata.it

Il commento di Erasmo all’articolo di Alessandro Ortis, Presidente AEEG
Appare per me incomprensibile, lo iato tra i dati di simulazione al 2020 relativi ai consumi di gas, il potenziameto degli attuali gasdotti, i progetti sui futuri gasdotti, i rigassificatori approvati e in via di approvazione e le dichiarazioni delll’AEEG.Consumi stimati al 2020, 110 mld di Smc rispetto agli 83 di oggi.
Capacità infrastrutture attuali ,+ stoccaggio 105 mld i Smc
Capacità rigassificatori approvati 52 mld di Smc
Capacità rigassificatori in procedura 36. E ancora 4,5 dal potenziamento di Panigaglia
Senza contare i potenziamenti dei gasdotti siamo già a una capacità aggiuntiva di 202,5 mld di Smc. Se contiamo il solo potenziamento di gasdotti superiamo ampiamente i 200 Smc. Computando anche i nuovi progetti, compresi il South-Stream arriviamo a 250 mld di Smc. Il tutto su uno scenario inerziale! Se invece introduciamo il pacchetto “tre per 20″ di Bruxelles allora il consumo italiano di gas al 2020, non potrà essere superiore ai 90 mld di Smc (proprio a causa del 17% da Fer che si riverserà in particolare sulla generazione elettrica, sulla quale il gas incide nella generazione per il 55%). Può darmi delucidazioni il presidente Ortis?

Grazie, Erasmo

La risposta di Cristina Corazza
Parafrasando un po’ i termini del dibattito sui mercati speculativi del petrolio  - circolano oggi barili veri o barili “di carta” ? -  per il settore gas sarebbe ugualmente da chiedersi: contiamo su miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi “veri” o anch’essi “di carta”?

Le riflessioni che infatti porta avanti il Vostro lettore sono certamente legittime e utili, ma c’è da chiedersi pure quante di quelle infrastrutture annunciate, che sostengono le previsioni, possano diventare realtà durante i prossimi 10 anni. Quante di quelle infrastrutture di adduzione si trasformeranno in reali metri cubi in più sul nostro mercato? Anche da questo punto di vista sembrano rinnovarsi considerazioni già ascoltate ai tempi della prima paventata “bolla” del gas, poi  purtroppo rilevatasi una onerosa “emergenza” per i consumatori. Ora si prevedono molte nuove realizzazioni, di cui naturalmente auspichiamo e sosteniamo la piena attuazione; tutto bene, ma non dobbiamo correre il rischio di perdere il necessario sguardo sulla realtà di domani, fatta non solo di adeguata copertura della domanda annuale, ma anche della necessità di far fronte alle “punte” giornaliere di fabbisogno. Il domani è infatti anche quello che abbiamo provato a spiegare, fatto di potenziali emergenze legate ai momenti di consumo di “punta” giornaliera, quando una sospensione improvvisa di una importazione o un improvviso abbassamento delle temperature invernali possono ancora generare rischi all’equilibrio del sistema gas italiano.

L’Autorità, da parte sua, continuerà a mettere in campo tutti i sostegni che possano portare ad un completo sviluppo infrastrutturale. Per diverse motivazioni e variabili, non è infatti certo quanti operatori alla fine porteranno avanti progetti per la realizzazione di opere di adduzione, rigassificatori o gasdotti, senza poi ben sapere dove “mettere” il gas fatto arrivare nel Paese (e qui ritorna il problema degli stoccaggi) o senza avere la piena sicurezza di avere una rete – almeno più neutra – dove farlo circolare. Altro problema ancora sarà poi assicurarsi stabili contratti di fornitura nelle aree di produzione o, ad esempio, i corrispettivi impianti di liquefazione nel paese d’origine.

Tutti quindi ci auguriamo che a breve possano arrivare non solo progetti o intenzioni ma “reali metri cubi” in più, anche nella speranza di poter candidare il nostro Paese a divenire il conveniente (per tutti noi consumatori) “hub del gas” del Sud Europa.

Certo è che sarà un percorso complesso, che richiederà il forte impegno di tutti gli attori in campo.     

Per ulteriori approfondimenti:

Il deficit infrastrutturale del sistema gas in Italia

Ultimo aggiornamento 09 Febbraio 2010
 
18 Novembre 2009
Quanto costa produrre energia elettrica? PDF Stampa E-mail

traliccidi Alessandro Clerici, Presidente Onorario WEC Italia e Presidente Fast

Dobbiamo scegliere in maniera razionale su quali fonti basare la nostra produzione di energia, si dice, e per farlo occorre avere numeri chiari, confrontare per quanto possibile costi relativi alle diverse opzioni in campo. Abbiamo chiesto di cimentarsi per noi in questa difficile impresa ad Alessandro Clerici,"l'uomo che ogni giornalista vorrebbe avere nel taschino", come qualcuno lo ha definito, per la sua indubitabile competenza e destrezza nel maneggiare i numeri dell'energia.

QUALCHE PREMESSA
Quello dell'energia è un mercato e come tutti i mercati si regola sulla base del rapporto tra la domanda e l'offerta. Il mercato energetico e specialmente il bene "energia elettrica" hanno però alcune caratteristiche specifiche molto particolari. Com'è facilmente intuibile, la domanda, cioè i consumi di energia elettrica, variano moltissimo nel corso di una giornata, così come variazioni sensibili esistono tra giorni feriali e festivi, tra un mese e un altro dell'anno.
La figura 1 dà una chiara idea della variazione dei consumi durante una giornata di dicembre, corrispondente al massimo carico, ed il contributo dalle varie fonti (offerta) per far fronte al carico.

Ultimo aggiornamento 08 Gennaio 2010
 
29 Giugno 2009
Ribilanciare il mix energetico. Un'ipotesi per discutere. PDF Stampa E-mail
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Riequilibrare il mix energetico in Italia, in maniera che sia possibile conseguire gli obiettivi europei, soddisfare la domanda di energia, garantendoci una maggiore indipendenza, in maniera quanto più sostenibile è la scommessa di questi anni.
Ma come farlo? Proponiamo qui un documento, elaborato dal Centro Studi Safe e presentato a metà giugno da Raffaele Chiulli, Presidente Safe, alla Camera dei Deputati, sulla configurazione e possibile evoluzione del mix di generazione elettrica nazionale e sulle maggiori criticità del settore, con particolare riferimento alla rete.

Il documento propone un’ipotesi “ribilanciata” del mix attuale che prevede anche l’apporto del nucleare, secondo gli elementi ad oggi definiti nel «memorandum of understanding» sottoscritti da Enel e EDF lo scorso febbraio: il 12% di nucleare è stato calcolato considerando la produzione di energia elettrica di quattro gruppi da 1600 MW di potenza ciascuno che sono in sostanza quelli previsti dall’accordo con la Francia.

L’ipotesi elaborata da SAFE prevede anche un aumento del peso delle varie rinnovabili, con percentuale nel mix pari alla loro potenzialità massima. L’analisi si basa sulla ricerca che il Centro Studi Safe ha realizzato sulle fonti rinnovabili e che è stata pubblicata nel volume “Energie rinnovabili: un sogno nel cassetto?” dell’Ing. Piglia, Direttore del nostro Centro Studi. I valori si basano su una stima dei consumi elettrici previsti al 2030 pari a 390 TWh.

Un elemento importante di analisi riguarda la rete, di cui troppo poco si parla. Nucleare e rinnovabili hanno infatti impatti diversi sulla rete ed è necessario tenere conto adeguatamente di questi aspetti in fase di programmazione energetica per configurare in maniera corretta il funzionamento dell’intero sistema.

SCARICA IL DOCUMENTO
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PER APPROFONDIRE
Speculazioni finanziarie e crisi energetica, di Raffaele Chiulli
Gli scenari futuri: da Gazprom a Obama, passando per l'Italia, intervista a Raffaele Chiulli

Ultimo aggiornamento 07 Gennaio 2010
 
17 Marzo 2009
Il carbone della discordia PDF Stampa E-mail

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IL CARBONE IN ITALIA
Carbone: la materia prima più difensiva, di Assocarboni
Carbone: tecnologia avanzata?, di Andrea Cocco, Legambiente
Centrali a carbone: sindaci e territori a confronto, di Elena Marchi

IL CARBONE NEGLI USA
Il futuro del carbone tra retorica e realtà, di Fereidoon Sionshansi
Barak Obama: dalle promesse elettorali alla realtà, di Carlo Stagnaro (IBL)
Obama e le illusioni da petrolio, di Davide Tabarelli (Nomisma Energia)

Il carbone è indubbiamente oggetto di valutazioni dissonanti e discordanti. Ha dalla sua innegabili plus, l'economicità e la democraticità, poiché è ben distribuito sul pianeta, che lo rendono interessante e necessario, non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche nella nostra vecchia Europa. Necessariamente, però, dobbiamo fare i conti con gli aspetti negativi della produzione di energia elettrica da carbone e cioè il suo peso nella produzione di CO2 e di conseguenza sul cambiamento climatico.

Ultimo aggiornamento 07 Gennaio 2010
 
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