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Intervista a Stefano Saglia, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico di Emilia Blanchetti
Una campagna di informazione incentrata su economicità e sicurezza del nucleare, istituzione di un Comitato di confronto e trasparenza, coinvolgimento delle Regioni nelle fasi decisionali: questi gli strumenti previsti per introdurre il nucleare in Italia.
Quando si affronta la questione nucleare in Italia, il problema peculiare, trattandosi di una fonte di energia tecnologica e sistemica, non è costruire un impianto (o cinque o dieci), ma realizzare un vero e proprio programma nucleare. Quali sono i punti cardine del “sistema nucleare” previsto dal Governo, con particolare riferimento alla comunicazione dello stesso ai cittadini e al loro coinvolgimento? Il ritorno al nucleare rappresenta un pilastro fondamentale del progetto energetico del Governo. Con il parallelo sviluppo del nucleare e delle fonti rinnovabili, da cui ci si aspetta al 2020 il 50% della produzione di energia elettrica, l’Italia potrà superare l’attuale situazione energetica caratterizzata da una scarsa diversificazione delle fonti, un’eccessiva variabilità dei costi, e quindi dei prezzi, e un insufficiente contributo agli obiettivi ambientali di riduzione di gas ad effetto serra. Il rilancio della produzione di energia nucleare è caratterizzata da obblighi di trasparenza e diffusione delle informazioni. Per cogliere l’orientamento, si pensi all’iter della legge Sviluppo, il cui art. 25 prevede appunto la delega al Governo in materia di nucleare, che ha visto la luce dopo ben quattro letture parlamentari, circostanza che ha inciso sui tempi di approvazione della legge, ma che ha consentito che si sviluppasse, dentro e fuori dal Parlamento, un ampio dibattito con il coinvolgimento delle forze sociali ed economiche del Paese. Per quanto riguarda la comunicazione, già l’art.25 della legge Sviluppo definisce che la delega preveda una opportuna campagna di informazione rivolta alla popolazione italiana sull’energia nucleare con particolare riferimento sia alla sua sicurezza che alla sua economicità. Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 dicembre, introduce disposizioni finalizzate a favorire una corretta e obiettiva informazione alla popolazione sulla tematica inerente la produzione di energia da fonte nucleare. In particolare l’art. 30 prevede che il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture, con la partecipazione di altri soggetti, tra cui l’Agenzia per la sicurezza nucleare, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, l’ISPRA, l’Enea e anche l’Anci, concordino, entro tre mesi dalla definitiva approvazione del decreto legislativo, un programma per la definizione e la realizzazione di una Campagna di informazione nazionale, da avviare entro i sei mesi successivi. Ritengo poi che il coinvolgimento dei cittadini sia indirettamente previsto dalle procedure autorizzative che riguardano sia i criteri di localizzazione, sia la strategia nucleare, oltre che l’autorizzazione puntuale per la realizzazione e l’esercizio di ogni singolo impianto. Tali procedure sono infatti tutte caratterizzate dalla più ampia partecipazione dell’opinione pubblica, attraverso lo svolgimento di consultazioni pubbliche, nonché della determinante partecipazione delle Regioni e degli enti locali.
In questo quadro, come si concilia la semplificazione normativa con le istanze territoriali e, in particolare, con le posizioni finora espresse dalle Regioni? Le Regioni contestano che il Governo possa decidere da solo dove collocare nuovi impianti nucleari, chiamando in causa la Corte Costituzionale. Come si pone il Governo di fronte a questo muro? Per illustrare il nostro orientamento, sottolineo che tutte le procedure, anche preliminari all’identificazione dei siti, sono caratterizzate dalla più ampia partecipazione delle Regioni, degli enti locali e dell’opinione pubblica. Riguardo gli specifici parametri relativi alle caratteristiche ambientali e tecniche cui devono rispondere le aree del territorio nazionale per essere idonee a ospitare un sito nucleare proposti dall’Agenzia per la sicurezza nucleare, lo schema di decreto, per esempio, prevede la possibilità di partecipare al procedimento di approvazione con la formulazione di osservazioni e proposte tecniche di cui sarà data evidenza con la pubblicazione attraverso siti internet. Non solo. È anche previsto che la Regione interessata esprima la propria intesa per la certificazione dei singoli siti e che presso i territori che abbiano un sito certificato, ossia idoneo per la realizzazione di un impianto nucleare, sia istituito un “Comitato di confronto e trasparenza”, volto a garantire alla popolazione l’informazione, il monitoraggio e il confronto pubblico sulle procedure autorizzative, la realizzazione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente. Dunque, sia l’informazione continua sia il coinvolgimento della Regione nelle fasi decisionali (attraverso lo strumento forte dell’Intesa) garantiscono che nessuna scelta sarà effettuata al di sopra e a prescindere dalla volontà dei governi territoriali, con cui il Governo e gli operatori industriali intendono avere un confronto aperto, come del resto avviene già per tutte le infrastrutture energetiche di rilievo strategico. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è rappresentato dagli incentivi economici destinati agli enti locali che non sono un sostituto del consenso o delle garanzie ambientali, ma un elemento ulteriore per assicurare ricadute positive per i territori interessati.
Come ha ricordato Lei stesso, il DDL individua nell’economicità e nella sicurezza del nucleare gli elementi su cui costruire una campagna di informazione specifica. Ci sono altri elementi delicati: lo stoccaggio delle scorie per esempio e il rapporto tra nucleare e rinnovabili, nella scarsità delle risorse finanziarie disponibili. Come saranno affrontati questi punti da parte del Governo sul piano della comunicazione? Esistono dei messaggi chiave che il Governo ha già elaborato? Il Governo crede nella trasparenza e nel coinvolgimento della popolazione e quindi anche nella necessità di comunicazione. Per rispondere alla domanda, vorrei ribadire che la nostra strategia energetica non vede lo sviluppo del nucleare in alternativa a quello delle rinnovabili, ma in parallelo. Solo il duplice sviluppo può consentire un’effettiva diversificazione delle fonti per la produzione di energia elettrica, con significativi benefici attesi sia per l’ambiente che per imprese e cittadini, grazie a possibili conseguenti riduzioni dei prezzi.
Come sarà attuata la campagna di informazione? Attraverso quali mezzi e con quale penetrazione sul territorio? Come dicevo prima, questi aspetti dovranno essere definiti nell’ambito del programma per la definizione e la realizzazione della Campagna di informazione, concordato da una pluralità di ministeri e soggetti, che dovrà essere approvato nei tre mesi successivi all’emanazione definitiva dello schema di decreto sul nucleare, con specifico decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, previo parere della Presidenza del Consiglio. In particolare si prevede che il decreto definisca l’obiettivo, il fabbisogno finanziario, le risorse utilizzabili, il contenuto dei messaggi, i destinatari e i soggetti coinvolti nella realizzazione della campagna di informazione, mentre sarà uno specifico soggetto competente a definire l’ideazione, la programmazione e la realizzazione della campagna medesima.
Quali sono i tempi previsti per la pubblicazione dei decreti attuativi e per la creazione dell’Agenzia? Quali compiti avrà esattamente l’Agenzia? Quando partirà la campagna di informazione? A breve ci sarà l’approvazione dello Statuto per l’Agenzia per la sicurezza nazionale e la nomina dei suoi Componenti, a cui seguirà, dopo poco tempo, il regolamento che consentirà all’Agenzia di iniziare la sua attività di regolamentazione, gestione e vigilanza sulla sicurezza nazionale e sulla radioprotezione nel rispetto delle norme e delle procedure vigenti in ambito nazionale, comunitario e internazionale. Nel rispetto della tempistica definita dalla Legge Sviluppo, con la delega al Governo per il nucleare, l’approvazione dello schema di decreto legislativo recante disposizioni per la localizzazione, la realizzazione e l’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, dovrà avvenire entro il 15 febbraio. Se non interverranno modifiche a quanto ad oggi preliminarmente approvato dal Consiglio dei Ministri, la campagna di informazione partirà entro i nove mesi successivi. |