| 05 Febbraio 2010 |
| Metri cubi di gas. Veri o di carta? |
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Il commento di Erasmo all’articolo di Alessandro Ortis, Presidente AEEG Grazie, Erasmo La risposta di Cristina Corazza Le riflessioni che infatti porta avanti il Vostro lettore sono certamente legittime e utili, ma c’è da chiedersi pure quante di quelle infrastrutture annunciate, che sostengono le previsioni, possano diventare realtà durante i prossimi 10 anni. Quante di quelle infrastrutture di adduzione si trasformeranno in reali metri cubi in più sul nostro mercato? Anche da questo punto di vista sembrano rinnovarsi considerazioni già ascoltate ai tempi della prima paventata “bolla” del gas, poi purtroppo rilevatasi una onerosa “emergenza” per i consumatori. Ora si prevedono molte nuove realizzazioni, di cui naturalmente auspichiamo e sosteniamo la piena attuazione; tutto bene, ma non dobbiamo correre il rischio di perdere il necessario sguardo sulla realtà di domani, fatta non solo di adeguata copertura della domanda annuale, ma anche della necessità di far fronte alle “punte” giornaliere di fabbisogno. Il domani è infatti anche quello che abbiamo provato a spiegare, fatto di potenziali emergenze legate ai momenti di consumo di “punta” giornaliera, quando una sospensione improvvisa di una importazione o un improvviso abbassamento delle temperature invernali possono ancora generare rischi all’equilibrio del sistema gas italiano. L’Autorità, da parte sua, continuerà a mettere in campo tutti i sostegni che possano portare ad un completo sviluppo infrastrutturale. Per diverse motivazioni e variabili, non è infatti certo quanti operatori alla fine porteranno avanti progetti per la realizzazione di opere di adduzione, rigassificatori o gasdotti, senza poi ben sapere dove “mettere” il gas fatto arrivare nel Paese (e qui ritorna il problema degli stoccaggi) o senza avere la piena sicurezza di avere una rete – almeno più neutra – dove farlo circolare. Altro problema ancora sarà poi assicurarsi stabili contratti di fornitura nelle aree di produzione o, ad esempio, i corrispettivi impianti di liquefazione nel paese d’origine. Tutti quindi ci auguriamo che a breve possano arrivare non solo progetti o intenzioni ma “reali metri cubi” in più, anche nella speranza di poter candidare il nostro Paese a divenire il conveniente (per tutti noi consumatori) “hub del gas” del Sud Europa. Certo è che sarà un percorso complesso, che richiederà il forte impegno di tutti gli attori in campo. Per ulteriori approfondimenti: |






