05 Febbraio 2010
Metri cubi di gas. Veri o di carta?

stock_gasCristina Corazza, Responsabile Comunicazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas risponde a un lettore di Energiaspiegata.it

Il commento di Erasmo all’articolo di Alessandro Ortis, Presidente AEEG
Appare per me incomprensibile, lo iato tra i dati di simulazione al 2020 relativi ai consumi di gas, il potenziameto degli attuali gasdotti, i progetti sui futuri gasdotti, i rigassificatori approvati e in via di approvazione e le dichiarazioni delll’AEEG.Consumi stimati al 2020, 110 mld di Smc rispetto agli 83 di oggi.
Capacità infrastrutture attuali ,+ stoccaggio 105 mld i Smc
Capacità rigassificatori approvati 52 mld di Smc
Capacità rigassificatori in procedura 36. E ancora 4,5 dal potenziamento di Panigaglia
Senza contare i potenziamenti dei gasdotti siamo già a una capacità aggiuntiva di 202,5 mld di Smc. Se contiamo il solo potenziamento di gasdotti superiamo ampiamente i 200 Smc. Computando anche i nuovi progetti, compresi il South-Stream arriviamo a 250 mld di Smc. Il tutto su uno scenario inerziale! Se invece introduciamo il pacchetto “tre per 20″ di Bruxelles allora il consumo italiano di gas al 2020, non potrà essere superiore ai 90 mld di Smc (proprio a causa del 17% da Fer che si riverserà in particolare sulla generazione elettrica, sulla quale il gas incide nella generazione per il 55%). Può darmi delucidazioni il presidente Ortis?

Grazie, Erasmo

La risposta di Cristina Corazza
Parafrasando un po’ i termini del dibattito sui mercati speculativi del petrolio  - circolano oggi barili veri o barili “di carta” ? -  per il settore gas sarebbe ugualmente da chiedersi: contiamo su miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi “veri” o anch’essi “di carta”?

Le riflessioni che infatti porta avanti il Vostro lettore sono certamente legittime e utili, ma c’è da chiedersi pure quante di quelle infrastrutture annunciate, che sostengono le previsioni, possano diventare realtà durante i prossimi 10 anni. Quante di quelle infrastrutture di adduzione si trasformeranno in reali metri cubi in più sul nostro mercato? Anche da questo punto di vista sembrano rinnovarsi considerazioni già ascoltate ai tempi della prima paventata “bolla” del gas, poi  purtroppo rilevatasi una onerosa “emergenza” per i consumatori. Ora si prevedono molte nuove realizzazioni, di cui naturalmente auspichiamo e sosteniamo la piena attuazione; tutto bene, ma non dobbiamo correre il rischio di perdere il necessario sguardo sulla realtà di domani, fatta non solo di adeguata copertura della domanda annuale, ma anche della necessità di far fronte alle “punte” giornaliere di fabbisogno. Il domani è infatti anche quello che abbiamo provato a spiegare, fatto di potenziali emergenze legate ai momenti di consumo di “punta” giornaliera, quando una sospensione improvvisa di una importazione o un improvviso abbassamento delle temperature invernali possono ancora generare rischi all’equilibrio del sistema gas italiano.

L’Autorità, da parte sua, continuerà a mettere in campo tutti i sostegni che possano portare ad un completo sviluppo infrastrutturale. Per diverse motivazioni e variabili, non è infatti certo quanti operatori alla fine porteranno avanti progetti per la realizzazione di opere di adduzione, rigassificatori o gasdotti, senza poi ben sapere dove “mettere” il gas fatto arrivare nel Paese (e qui ritorna il problema degli stoccaggi) o senza avere la piena sicurezza di avere una rete – almeno più neutra – dove farlo circolare. Altro problema ancora sarà poi assicurarsi stabili contratti di fornitura nelle aree di produzione o, ad esempio, i corrispettivi impianti di liquefazione nel paese d’origine.

Tutti quindi ci auguriamo che a breve possano arrivare non solo progetti o intenzioni ma “reali metri cubi” in più, anche nella speranza di poter candidare il nostro Paese a divenire il conveniente (per tutti noi consumatori) “hub del gas” del Sud Europa.

Certo è che sarà un percorso complesso, che richiederà il forte impegno di tutti gli attori in campo.     

Per ulteriori approfondimenti:

Il deficit infrastrutturale del sistema gas in Italia

 

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