02 Dicembre 2009
Lavorare per il clima

traliccidi Agnese Bertello

Energiaspiegata.it raccoglie qui una serie di ricerche e di analisi che danno una risposta a questa domanda. Sono ricerche diverse, condotte con strumenti diversi e fonti diverse, ma ugualmente attendibili e con importanti spunti di riflessione: la prima è la ricerca del WWF, "Lavori low carbon per l'Europa. Possibilità attuali e prospettive future", la seconda è invece la ricerca di Greenpeace "Working For Climate".

Lo studio di Greenpeace International ha il pregio di affrontare uno scenario più ampio e di mettere costantemente a confronto, per area geografica e per periodo storico, due distinti scenari, quello che si configurerebbe appunto grazie alla green econonomy e quello invece che avremmo mantenendo una produzione di energia principalmente basata su fossili. Altro pregio, portare avanti in parallelo un'analisi di sviluppo industriale e riduzione delle emissioni. Da questa ricerca, sviluppata secondo i calcoli dell'Institute for Sustainable Futures, con sede in Australia, ha usato i dati delle principali organizzazioni ed enti internazionali (EIA, EREC, REP, ecc. ecc.), risulta che l'occupazione a livello globale potrebbe progressivamente crescere nel settore, occupando, nel 2030, fino a 8 milioni di persone in più, rispetto allo scenario attuale. Per l'Italia, significherebbe 96.000 posti di lavoro tra energie rinnovabili e efficienza. Senza indotto.

Il documento del WWF da un lato si limita a una fotografia del Vecchio Continente, ma dall'altro analizza invece in maniera più dettagliata le potenzialità sul fronte occupazionale delle singole fonti, a partire da eolico e fotovoltaico, che sono oggi quelle più strutturate e integrate nel panorama industriale europeo, per arrivare a considerare biomasse, solare a concentrazione, cogenerazione, sui quali oggi è difficile dare stime precise. La ricerca propone anche un focus anche sui trasporti e sull'efficienza che, soprattutto nel settore edilizia, potrebbe contribuire in maniera incisiva, basti dire che uno studio del Congresso europeo dei sindacati calcola che entro il 2030 in Europa si possa arrivare in questo settore alla creazione di 2,59 milioni di posti di lavoro. Complessivamente, la ricerca stima intorno ai 2 milioni e mezzo i posti di lavoro in più per l'Europa nell'anno 2030.

Un capitolo interessante dedica all'occupazione anche la ricerca "Prospettive di sviluppo delle tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Opportunità per il sistema industriale nazionale" condotta da IEFE Bocconi e GSE. Secondo l'analisi proposta dal Gestore dei Servizi Elettrci in collaborazione con l'Istituto di Ricerca dell'Università Bocconi, le rinnovabili potrebbero arrivare ad assorbire tra i 100.000 e i 250.000 posti di lavoro. Una forchetta molto ampia che dipende fondamentalmente da un unico fattore: la capacità di investimento nel settore sul territorio nazionale.

LE RICERCHE
Lavori verdi per l'Europa, la ricerca del WWF
Working For Climate, sintesi in italiano, la ricerca di Greenpeace
Working For Climate, la ricerca completa di Greenpeace in inglese
Prospettive di sviluppo delle tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, lo studio GSE e IEFE Bocconi

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna