| OBA. Aiuti efficienti per un migliore accesso all'energia |
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Insieme a un'imprescindibile attività di aiuto in ambito sanitario e scolastico, sempre più gli aiuti si orientano verso la creazione di sistemi che consentano l’accesso all’energia e una maggiore autonomia e indipendenza delle popolazioni dei centri rurali e degli slum delle megalopoli. Diventa sempre più importante però che questi finanziamenti vadano a progetti realmente efficaci, con risultati concreti, mirati e misurabili. Per questo, sta prendendo piede una modalità di finanziamento di questi progetti che viene chiamata OBA (Output-based Aid): un sistema quindi che parte da una focalizzazione estremamente chiara del risultato e del target e che prosegue con un monitoraggio costante dei risultati intermedi come dell'efficacia dell’attività. Di fatto, l’ente che promuove il progetto è responsabile dei risultati e può incorrere nel pagamento di penalità qualora questi non fossero conseguiti. Si assume quindi il rischio sia legato alla performance sia agli aspetti finanziari, poiché viene rimborsato solo dopo il raggiungimento dell’obiettivo definito e concordato per il target di persone che era stato individuato. Il monitoraggio è una parte integrante del progetto. I consulenti del World Bank Group che seguono questo genere di progetti di fatto agiscono sempre più come technical advisor che sostengono i partner nello sviluppo dei progetti. Il sistema OBA è un meccanismo introdotto nel 2002 dal Gruppo della Banca Mondiale che ha preso corpo concretamente nel 2003, attraverso una serie di progetti pilota. Recentemente, la Banca Mondiale ha pubblicato un primo studio sui risultati conseguiti attraverso questo programma: Output Based Aid: Lessons learned and best parctices (Mumssen, Johannes et Kumar, 2010). Sistema e risultati sono stati presentati ad aprile a Milano nel corso di un incontro organizzato da Energylab Foundation che sul tema dell’accesso all’energia organizza un Laboratorio condotto da Pippo Ranci. I dati relativi ai progetti OBA della Banca Mondiale sono disponibili sul sito OBA Data: una sorta di hub che fornisce informazioni dettagliate sui progetti, specificando costi e modalità di erogazione; insomma, garantisce l’accesso a tutti coloro che si occupano, in diverso modo, di questi progetti, a tutte le informazioni che possono servire a individuare le migliori pratiche, i fattori di successo, e consente di analizzare efficienza ed efficacia del sistema. Dal 2003 ad oggi la quantità di progetti OBA finanziati dalla Banca mondiale è di fatto quadruplicato, passando da 32 progetti, per un totale i 1,5 miliardi di dollari, a 131 progetti per un valore che si aggira intorno ai 3,5 miliardi di dollari. I progetti sono prevalentemente attinenti ai settori delle telecomunicazioni, dell’energia (40%) e della sanità e hanno riguardato Africa, America Latina e Caraibi. Di 89 su 131 progetti si hanno dati certi. Attraverso questi 89 progetti si sono raggiunti 61 milioni di beneficiari; ad oggi hanno toccato 17 milioni di persone. Luisa Mimmi, M&E specialist del Worl Bank Group, durante il convegno Energylab ha presentato nello specifico alcuni programmi legati proprio al settore energetico: accesso all’energia in zone rurali dell’Etiopia, elettrificazione di uno slum a Mumbai, produzione di energia solare in Bangladesh e in Ghana. Per approfondire
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Garantire l’accesso all’energia ad un numero sempre maggiore di persone nei Paesi in via di sviluppo è uno dei punti cardine delle politiche per il nuovo millennio. L’evidenza del legame tra consumo di energia e condizioni di vita è ormai consapevolezza comune, ma non sempre si riesce ad individuare lo strumento più efficace per conseguire risultati concreti.




