| 02 Maggio 2011 | |||
| Shale gas. Sicurezza energetica a portata di mano? |
|
|
|
|
Il Consiglio Europeo del 4 febbraio 2011 si è concluso con la decisione di valutare le potenzialità concrete nel Vecchio Continente dei giacimenti di gas convenzionale e non convenzionale, per conseguire una sempre maggiore sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Da indagare ovviamente non è tanto la disponibilità di gas convenzionale, che è nota, ma quella del più misterioso unconventional, cioè di quel gas naturale che geologicamente è stato rinchiuso fin ora in rocce impenetrabili. Il tema è stato sviscerato durante il convegno L’impatto dello shale gas sul mercato globale: sicurezza energetica in Europa? organizzato a Roma dall’Ambasciata della Repubblica polacca, il 14 aprile scorso, grazie ai contributi di Katarzyna Kacperczyk, del Ministero degli Esteri polacco, di Douglas Hengel, dell’Ambasciata degli Stati Uniti e di Aldo Napolitano, Vice Presidente Exloration for Unconventional gas di Eni. Negli Stati Uniti, l’essere riusciti a rendere non solo tecnicamente possibile, ma economicamente vantaggioso lo sfruttamento di questi giacimenti ha stravolto lo scenario energetico nazionale. Oggi, l'impressione è che questo cambiamento possa essere contagioso e che ci siano forti spinte in questa direzione. In maniera del tutto ovvia, gli USA cercano, attraverso programmi internazionali, come il GSGI, di portare anche altri Paesi, in Europa e nel resto del mondo, verso lo sfruttamento di questa tecnologia. In Europa, è la Polonia è il Paese con le più importanti risorse di shale gas. Tra il 2007 e il marzo 2011 il Ministero dell’Ambiente ha garantito 80 concessioni per l’eslorazione di campi di shale gas. In capo a due o tre anni, la Polonia potrebbe arrivare a produrre, e vendere globalmente, shale gas. Riuscire a sfruttare questi giacimenti dal punto di vista commerciale potrebbe rivelarsi estremamente importante per l’Europa, ma comporterebbe un ripensamento generale di strategie, rapporti e diplomazie energetiche di non poco conto. Un così improvviso aumento dell’offerta avrebbe effetti sui prezzi da gestire accuratamente. A farne le spese in maniera diretta, gli USA insegnano, sarebbe il gas liquido, LNG, ma anche i possibili impatti su nucleare e rinnovabili sono da valutare con cura.Insomma, si tratta di un affaire delicatissimo che interviene su uno scenario globale, quello energetico, tutt'altro che chiaro e stabile in questo periodo. Per approfondire
|




L'unconventional è gas naturale finora rimasto inaccessibile. La scoperta di ingenti risorse di shale gas in Europa potrebbe portare a cambiamenti significativi dello scenario energetico. Se ne è parlato a Roma in un convegno organizzato dall'Ambasciata polacca.




