09 Novembre 2011
Una nuova CSR per uscire dalla crisi

parlamento_europeo_ridottodi Emilio Conti, Partner Allea

Per affrontare le nuove sfide che la crisi economica ci impone, la Commissione Europea indica nel ruolo proattivo delle imprese verso la CSR uno degli elementi determinanti.

In un momento in cui la buona o cattiva reputazione dei personaggi pubblici è in grado di far spostare importanti investimenti da un Paese all’altro o di provocare variazioni al rialzo o al ribasso degli indici borsistici, diventa indispensabile, per le imprese che si trovano quotidianamente a confrontarsi con i propri stakeholder, stabilire dei legami fiduciari con i propri interlocutori in modo da affermare e accrescere la propria reputazione.

Ed è proprio per rafforzare la reputazione presso tutti gli stakeholder che in questi ultimi anni la CSR - Corporate Social Responsibility – sta pian piano abbandonando le aule universitarie per approdare in maniera più concreta al mondo delle imprese. Ci si sta infatti rendendo conto che, per lo sviluppo di attività imprenditoriali, è molto più proficuo basare le proprie strategie aziendali sul concetto di stakeholder value piuttosto che su quello, più limitato, di shareholder value.

In concreto, la CSR deve diventare un modo di essere dell’impresa, attraverso l’integrazione dei concetti di trasparenza, di correttezza e di onestà morale, per fare in modo che essa sia effettivamente vissuta e interiorizzata dal management e da tutti i collaboratori. È indispensabile enunciare quindi una chiara visione di CSR e cominciare a lavorare concretamente in questa direzione, tenendo ben presente che la CSR non può essere un progetto isolato, ma deve diventare parte integrante del modo di decidere e di operare dell’impresa a tutti i livelli gerarchici, per coinvolgere realmente gli stakeholder nei processi aziendali.

Proprio per rafforzare questa visione, la Commissione Europea il 25 ottobre scorso ha pubblicato una Comunicazione che fornisce le linee guida per le nuove strategie sulla Responsabilità Sociale delle Imprese.

In questa Comunicazione, la Commissione inizia col darci una nuova definizione di CSR -  “La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”  - e ci illustra il perché di tale intervento. Questa nuova strategia della Commissione nasce dalla grave crisi economica e dalle conseguenze sociali che essa ha indotto, in particolare sulla perdita di credibilità del mondo imprenditoriale ed economico nel confronto dei consumatori. Proprio per ribaltare questo sentimento e per ricostruire una reputazione credibile degli stakeholder, la Commissione ha inteso promuovere e dare nuova linfa alla CSR per creare le condizioni di una crescita sostenibile e di un business responsabile, indispensabili in questo momento per creare nuovi posti di lavoro duraturi a medio e lungo termine. Adottando questa nuova definizione di CSR, le imprese dovranno utilizzare processi che integrino e tengano conto, nelle loro strategie di sviluppo, degli aspetti ambientali, sociali, etici, oltre alle problematiche collegate ai diritti umani e ai consumatori. Il tutto in stretta sinergia e collaborazione con tutti gli stakeholder per identificare, prevenire e mitigare i possibili impatti negativi della propria attività, e con l’obiettivo di creare valore per i propri azionisti, per gli stakeholder stessi e per la società in generale.

Evidentemente la complessità di questi processi è legata a fattori come la dimensione dell’impresa e la natura degli interventi da adottare, ma nel documento della Commissione è evidenziato il ruolo determinante delle imprese come motore per lo sviluppo della nuova CSR. In poche parole per affrontare le nuove sfide che la crisi economica ci impone, la Commissione indica nel ruolo proattivo delle imprese verso la CSR uno degli elementi determinanti .

A chiusura della comunicazione della Commissione viene definita un’agenda di azioni 2011-2014 che contiene gli impegni per la Commissione stessa, oltre a suggerimenti e proposte per imprese, Stati membri e stakeholder, che vertono a:

• aumentare la visibilità della CSR e a disseminare le buone pratiche;

• migliorare e monitorare il livello di fiducia nelle imprese;

• migliorare i processi di auto e di co-regolamentazione;

• potenziare gli incentivi di mercato per la CSR;

• migliorare la trasparenza nella divulgazione delle informazioni ambientali e sociali;

• integrare la CSR nella ricerca, nell’educazione e nella formazione;

• enfatizzare le politiche di CSR nazionali e locali;

• allineare gli approcci della CSR europei e globali.

La Commissione predisporrà, assieme agli Stati Membri, alle imprese e agli stakeholder un monitoraggio periodico delle misure contenute nella Comunicazione, e prevede fin da ora un review meeting per la metà del 2014 per valutare i risultati.

 

 

 

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