22 Luglio 2010
Il mercato elettrico in Italia. La relazione dell'Autorità

 

tralicci_tramonto_ridimensdi Agnese Bertello

Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ha presentato nei gironi scorsi relazione annuale che oltre a chiudere un anno di lavoro conclude un mandato. Un’occasione quindi per fare il punto di quanto avvenuto negli ultimi sette anni in materia di regolazione e di mercato energetico ed elettrico. Liberalizzazioni e regolazioni devono essere completate e sostenute, ha dichiarato Ortis, sebbene queste abbiano garantito risultati importanti: nel settore elettrico, ad esempio, hanno portato a una riduzione di oneri stimabile in più di 4,5 miliardi di euro all’anno, rispetto al 1999. La situazione resta insoddisfacente nel settore gas. A questo proposito, Ortis sottolinea in particolare la necessità di realizzare la separazione proprietaria tra Snam gas e Eni, al pari di quella avvenuta tra Terna e Enel. Un cambiamento che “farebbe certamente bene al mercato, ai consumatori e allo stesso sviluppo di Snam, che si potrebbe proiettare anche oltre i confini nazionali”. La realizzazione di un mercato unico europeo resta una priorità per il Presidente dell’Autorità che sottolinea la necessità di una voce europea capace di far valere le esigenze di 500 milioni di cittadini. Ad oggi le resistenze a questo sviluppo continuano ad essere forti e fomentate da protezionismi e nazionalismi. Maggiore efficienza nel perseguire gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili, evitando da un lato che sui consumatori ricada un costo eccessivo e dall’altro che si generino distorsioni e opacità nel settore. Da rivedere, secondo Ortis, durata e livello delle incentivazioni, in particolare nel solare fotovoltaico, e malfunzionamento dei certificati verdi. “Senza interventi, c’è il forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20%, da qui al 2020.”

Nella sua relazione Ortis tocca ovviamente il tema della tutela dei consumatori e delle politiche di solidarietà realizzate attraverso i bonus, ma anche smart grid e contatori elettronici (per il gas e per l’elettricità), suggerisce di allargare l’orizzonte a tecniche innovative come il gas non convenzionale, che potrebbe radicalmente cambiare prospettive al mercato, avanza proposte per l’accumulo di energia, meccanismi alternativi al cape and trade per innovare le policy internazionali di governance in merito al cambiamento climatico.
Ne emerge il quadro di mutamenti lenti ma radicali che sono intevenuti in questi anni e di altri cui l'Italia non può più comunque sottrarsi.  

Per approfondire
L'intervento di Alessandro Ortis
I documenti della Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività

 

Commenti 

 
0 #1 2010-07-25 15:14
“Siamo talmente abituati ad aprire un rubinetto, ad accendere una luce, che non ci rendiamo conto della loro importanza, del loro costo, del lavoro umano che c'è dietro, e dei valori che queste cose rappresentano.
Dobbiamo cercare di risparmiare energia ed acqua solo così potremo garantire questi due beni primari a tutti, senza creare centrali nucleari, o termoelettriche .
La nuova fonte di energia del 2000 è il risparmio ed il rispetto delle risorse naturali della terra.
Solo facendo un buon uso di queste l'umanità può progredire, mentre se l'uomo moderno si farà trasportare dal suo desiderio di dominio e "onnipotenza", utilizzando male le risorse energetiche e sfruttando la natura fino a distruggerla, creerà profondi squilibri economici, antropologici, fisici che lo porteranno verso la distruzione.”
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