| 15 Marzo 2010 |
| Il ritorno al nucleare in Italia passa dall'informazione |
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Nel maggio del 2008 il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola annunciò in pompa magna il ritorno al nucleare dell’Italia, 21 anni dopo il referendum che ne aveva pregiudicato l’affermazione come una delle primarie fonti energetiche nazionali. Sin dalle primissime dichiarazioni del Ministro si registrarono, con crescente frequenza, una serie ininterrotta di prese di posizione sul tema, da quelle di tipo istituzionale – rese da esponenti di giunte regionali, provinciali, o da sindaci – a quelle degli ambientalisti, delle associazioni civiche o di gruppi di cittadini. L’ipotesi di ritorno al nucleare sta portando oggi crescenti tensioni tra differenti apparati dello Stato, causate perlopiù dalle difficoltà di interpretazione legate alla concorrenza tra Stato e Regioni in materia energetica. Tanto per fare una sintetica cronistoria degli eventi, possiamo ricordare come nella seconda metà del 2009 ben 12 regioni hanno ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge 99/2009 che spiana la strada alla via italiana all’atomo. Successivamente Puglia, Basilicata e Campania hanno promulgato una legge regionale in cui escludono e impediscono la realizzazione di centrali nucleari sui loro territori, a febbraio 2010 il Governo ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale queste leggi, eccependone la competenza sulla materia; infine, a metà febbraio 2010, il Governo ha emanato il Decreto legislativo che disciplina la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, i sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché le misure compensative e campagne informative al pubblico. L’Osservatorio Nimby Forum®, che monitora e studia i casi di “sindrome Nimby” in Italia e che recentemente ha presentato il suo ultimo rapporto, ha messo sotto la sua lente nel 2009 una serie di focolai di protesta in quei territori ove si è soltanto “parlato” di localizzare le nuove centrali. Il mero diffondersi di voci – molto spesso infondate – sulla presunta localizzazione di impianti di produzione di energia nucleare ha pertanto portato numerosi stakeholder territoriali a prendere immediatamente posizioni contrarie ai presunti nuovi insediamenti, a prescindere dalla veridicità dell’informazione, in un momento storico nel quale il Governo non aveva ancora reso noto (e ancora mentre scriviamo non lo ha fatto) le località che saranno considerate per l’insediamento dei siti. L’Osservatorio ha rilevato ben 22 casi di opposizione a mere ipotesi di localizzazione di impianti nucleari (qualcuna per la verità abbastanza fondata, ci dicono gli esperti) di fronte a un piano complessivo di sviluppo a lungo termine che si incentra sulla realizzazione di un numero totale di centrali certamente non superiore a 10. È altresì evidente che, se il Governo ha deciso di perseguire un “new deal” nucleare italiano, questo non possa prescindere da un corretto e trasparente dialogo con l’opinione pubblica e, successivamente, con le comunità che vivono nei territori che verranno ritenuti adatti ad accogliere una centrale nucleare. Tuttavia ci pare importante evidenziare le differenze tecniche che sussistono tra le azioni di comunicazione al territorio e quelle di informazione, sulle quali potrebbe essere determinante l’apporto di esperti massmediologi, sociologi, studiosi dell’informazione di massa. Il ritorno al nucleare, in altri termini, non passerà soltanto da un “convincimento dialogato” con le comunità interessate dagli impianti. Sarà di certo decisiva un’azione di informazione più generale, rivolta a tutti gli strati della popolazione (gli esperti di marketing direbbero segmenti), che rappresenti in modo esaustivo, oggettivo, scientifico, con un’azione scevra da approcci ideologici, la realtà dell’energia nucleare oggi nel mondo e quindi in Italia, e ne svisceri vantaggi e svantaggi, eccellenze e difficoltà, in modo da consentire a chiunque voglia farsi un’idea sul tema di avere a disposizione tutti gli elementi per decidere da che parte stare. L’Osservatorio Nimby Forum® sta portando a conoscenza delle Istituzioni e del Parlamento - attraverso anche audizioni alle Commissioni competenti di Camera e Senato - una proposta di affiancamento operativo allo schema predisposto dalle norme che disciplinano il piano nucleare italiano. Tra le varie attività che Aris - Agenzia di Ricerche Informazione e Società che gestisce l’Osservatorio - propone di realizzare spicca l’istituzione del Forum sull’Informazione e la Comunicazione in ambito di materie energetiche. Il Forum, ispirato anche all’esperienza britannica dell’Energy Saving, organo terzo partecipato dai Ministeri interessati che ha gestito le procedure informative nel piano di comunicazione relativo all’esperienza di espansione dell’energia nucleare in quel Paese, si configurerebbe come un organismo tecnico che possa affiancare l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare (istituita dalla legge n.99/2009, all’art.29) che, in base al decreto licenziato dal Governo il 10 febbraio 2010, dovrà occuparsi anche della “Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare”. Il Forum, nella visione di Aris, si dedicherebbe alla raccolta sistematica delle informazioni, delle notizie e dei temi che emergono nel dibattito pubblico e scientifico in materia di energia nucleare, all’organizzazione di un osservatorio sulla percezione dell’energia nucleare in Italia, con l’obiettivo di monitorare il grado di informazione e di conoscenza dei cittadini sui vari aspetti della materia. L’organismo, snello ed efficiente che Aris si immagina vede la partecipazione, oltre che dei suoi esponenti, del Ministero dell’Ambiente, di quello dello Sviluppo Economico, della Conferenza Stato-Regioni, di istituti di studi e ricerche nel campo energetico ed economico, di rappresentanti delle aziende che realizzeranno materialmente i siti, di esperti e studiosi della comunicazione e dell’informazione. |



di Giovanni Galgano, Aris - Nimby Forum







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