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Ad inizio giugno è stato pubblicato il Piano d'Azione Nazionale per le Rinnovabili. Si tratta di un documento fondamentale, in ottemperanza agli impegni presi con la Comunità Europea, secondo i quali in Italia il 17% dei consumi lordi finali dovranno essere prodotti attraverso fonti rinnovabili.
Il documento spiega come concretamente il Governo italiano intende muoversi per raggiungere quell'obiettivo.
Piano d'Azione Nazionale per le Rinnovabili. La Strategia. Il Piano d’Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili s’inserisce in un quadro più ampio di sviluppo di una strategia energetica nazionale ambientalmente sostenibile e risponde ad una molteplicità di obiettivi che saranno meglio delineati nel documento programmatico (Strategia Energetica Nazionale) in corso di elaborazione. Tra questi, tenuto conto delle specificità nazionali, assumono particolare rilievo: 1. la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, data l’elevata dipendenza dalle importazioni di fonti di energia; 2. la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, data la necessità di portare l’economia italiana su una traiettoria strutturale di riduzione delle emissioni e di rispondere degli impegni assunti in tal senso dal Governo a livello europeo ed internazionale; 3. il miglioramento della competitività dell’industria manifatturiera nazionale attraverso il sostegno alla domanda di tecnologie rinnovabili e lo sviluppo di politiche di innovazione tecnologica.
Il documento disegna le principali linee d’azione per le fonti rinnovabili, in un approccio organico per il perseguimento degli obiettivi strategici. Le linee d’azione si articolano su due piani: la governance istituzionale e le politiche settoriali.
La governance istituzionale comprende principalmente: a. il coordinamento tra la politica energetica e le altre politiche, tra cui la politica industriale, la politica ambientale e quella della ricerca per l’innovazione tecnologica; b. la condivisione degli obiettivi con le Regioni, in modo da favorire l’armonizzazione dei vari livelli di programmazione pubblica, delle legislazioni di settore e delle attività di autorizzazione degli impianti e delle infrastrutture, con la Sintesi Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili definizione di un burden sharing regionale che possa responsabilizzare tutte le istituzioni coinvolte nel raggiungimento degli obiettivi.
Con riferimento invece al livello di politica settoriale, le linee d’azione sono delineate sulla base del peso di ciascuna area d’intervento sul consumo energetico lordo complessivo.
Consumi finali per riscaldamento/raffrescamento Questi consumi, pur rappresentando una porzione molto rilevante dei consumi finali nazionali, sono caratterizzati da un basso utilizzo di rinnovabili per la loro copertura. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili a copertura di questi consumi rappresenta dunque una linea d’azione di primaria importanza, da perseguire con azioni di sviluppo sia delle infrastrutture che dell’utilizzo diffuso delle rinnovabili. Tra le prime rientrano lo sviluppo di reti di teleriscaldamento, la diffusione di cogenerazione con maggiore controllo dell’uso del calore, l’immissione di biogas nella rete di distribuzione di rete gas naturale. Riguardo alle seconde, sono necessarie misure addizionali per promuovere l’utilizzo diffuso delle fonti rinnovabili a copertura dei fabbisogni di calore, in particolare nel settore degli edifici, che peraltro possono essere funzionali anche al miglioramento dell’efficienza energetica.
Consumi di carburante nel settore dei trasporti Il consumo di carburante nel settore dei trasporti rappresenta la seconda grandezza nel consumo finale di energia. La capacità produttiva nazionale di biocarburanti, attualmente stimata in circa 2,0 milioni di ton/anno, è in principio adeguata al rispetto dell’obiettivo, ma oltre al ricorso a importazione di materia prima è assai probabile anche l’importazione di una quota di biocarburanti. L’apporto di biocarburanti nei consumi non è tuttavia la sola voce considerata per il miglioramento delle prestazioni energetiche ed ambientali del settore dei trasporti in Italia, e si è dunque considerato anche un più marcato ricorso all’elettricità.
Questa linea d’azione deve quindi coordinare diversi tipi di intervento, volti anche al miglioramento dell’efficienza energetica nei trasporti e allo sviluppo del trasporto elettrico, secondo lo scenario di evoluzione considerato nel modello generale.
Consumi finali di energia elettrica I consumi di energia elettrica rappresentano una quota crescente nella composizione del consumo finale lordo di energia. Occorre precisare che il settore elettrico assorbe una rilevante quantità di energia nei processi di trasformazione termoelettrica (oltre 50%), e dunque la riduzione dell’apporto della generazione termica (fonti fossili ma anche biomasse vergini, il cui uso preferibile sarebbe la produzione di calore) attraverso una maggiore quota rinnovabile riduce il fabbisogno di energia primaria.
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica resta pertanto una linea d’azione strategica all’interno del Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili. Affinché la percentuale di consumi elettrici coperti da fonti rinnovabili possa aumentare ai livelli ritenuti adeguati a costi efficienti, è necessario che il sistema elettrico sia adeguato coerentemente e contestualmente alla crescita della potenza installata.
In particolare si ritiene necessario: 1. un’accelerazione dei tempi di sviluppo delle reti elettriche e delle infrastrutture necessarie non solo al collegamento ma alla piena valorizzazione dell’energia producibile; 2. lo sviluppo di sistemi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia, in modo da poter ottimizzare l’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’intero potenziale a disposizione, superando la natura intermittente di alcuni tipi di produzioni; 3. l’adeguamento delle reti di distribuzione, anche con la realizzazione delle cosiddette “reti intelligenti” che possono realizzare servizi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia elettrica prodotta di cui possono fruire i produttori qualora non potessero disporre dell’accumulo autonomo nel sito di produzione.
Sulla base di strategia e linee d’azione appena richiamate si viene a delineare un approccio organico al settore, i cui elementi fondanti sono: a. quantificazione dell’obiettivo vincolante complessivo e degli obiettivi settoriali (elettricità, calore e trasporti); all’interno di ciascun settore, inoltre, sono stati delineati sub-obiettivi specifici per tecnologie e applicazioni sulla base del potenziale, in modo da fornire una base indicativa per orientare le politiche pubbliche e fornire segnali agli operatori per una più efficiente allocazione di risorse; b. ricerca di un elevato grado di condivisione degli obiettivi con le Regioni, in modo da favorire l’armonizzazione dei vari livelli di programmazione pubblica, delle legislazioni di settore e delle attività di autorizzazione degli impianti e delle infrastrutture, e definizione di un burden sharing regionale che possa responsabilizzare le Istituzioni coinvolte nel raggiungimento degli obiettivi; c. indicazione a livello programmatico dei criteri di riordino e riforma dei sistemi di incentivazione alle fonti rinnovabili e, con particolare riferimento al settore elettrico, degli strumenti di mercato e di quelli amministrati (la loro interazione e la reciproca specializzazione), in modo da accrescere la prevedibilità sull’evoluzione della normativa di settore; sviluppo di un mercato di medio-lungo periodo per ridurre la volatilità dei prezzi, stabilizzare il valore degli incentivi su orizzonti più lunghi di quelli attuali (anche per favorire la bancabilità dei progetti da fonti rinnovabili) e per una progressiva riduzione degli oneri e allineamento degli incentivi alle medie europee; d. attenzione prioritaria per azioni di accompagnamento e supporto, volte a fronteggiare le barriere extra-economiche non riconducibili agli incentivi, quali lo sviluppo intelligente delle reti per la raccolta intensiva della produzione da fonti rinnovabili, la semplificazione dei procedimenti autorizzativi secondo criteri validi a livello nazionale, l’inserimento nella programmazione nazionale e regionale dell’uso del territorio, la certificazione dei prodotti e degli installatori; e. rafforzamento delle politiche e degli strumenti di sostegno della ricerca tecnologica e della ricerca industriale, con priorità per le fonti con maggiore potenziale e/o con elevata possibilità di riduzione dei costi, tenendo conto delle caratteristiche del Paese sul fronte dell’uso del territorio e della posizione geografica dell’Italia nei confronti di aree potenzialmente ricche di fonti rinnovabili sfruttabili nel bilancio energetico italiano, con lo scopo di recuperare efficienza nello sfruttamento delle rinnovabili e ridurne i costi nel lungo termine f. sostegno alla creazione di una industria “verde” nazionale sia attraverso poli tecnologici avanzati, sia attraverso una rete di piccole e medie imprese diffusa sul territorio, di servizio integrato anche sul versante dell’efficienza energetica.
Per approfondire Il documento di sintesi del Piano d'Azione Nazionale Il Piano d'Azione Nazionale per le Rinnovabili
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