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Intervista a Domenico Gaudioso, Dipartimento Stato dell'ambiente e Metrologia Ambientale Ispra di Agnese Bertello
Il sistema energetico influisce direttamente sul clima, ma a sua volta il cambiamento climatico influisce sul sistema energetico modificando la disponibilità di alcune risorse fondamentali, i consumi e l'efficienza di strutture e reti.
Siamo soliti parlare di come il sistema energetico, la produzione di energia, intervenga sul cambiamento climatico, è alquanto raro invece sentir parlare di come il cambiamento climatico intervenga sui diversi elementi del sistema energetico, complicandolo ulteriormente, sia sul fronte dei consumi che sul fronte della produzione. Quali sono i cambiamenti più significativi che si rilevano già oggi? Il cambiamento più evidente, che è sotto gli occhi di tutti, è l’aumento della domanda di energia elettrica nella stagione estiva, dovuto ai consumi crescenti per il condizionamento dell’aria. A questo cambiamento si affiancheranno una riduzione dei consumi energetici per riscaldamento e problemi crescenti relativi all’offerta di energia, in particolare per quanto riguarda la produzione idroelettrica e il raffreddamento delle centrali elettriche.
La ridotta disponibilità di risorse idriche comporta anche una difficoltà nei processi di raffreddamento delle centrali. Questo può essere un problema anche per il nuovo piano sul rilancio del nucleare? Ritiene che sia stato preso in considerazione? Ci saranno problemi crescenti per il raffreddamento delle centrali elettriche, sia quelle a combustibile fossile sia quelle nucleari, in particolare per quelle situate lungo corsi fluviali. L’entità dei cambiamenti climatici attuali, e ancor più di quelli futuri, è ormai tale che i relativi impatti dovrebbero essere considerati in ogni scelta di localizzazione di questo tipo di impianti, in particolare di quelli nucleari.
Ormai il consumo estivo di elettricità, proprio per via dell’utilizzo di sistemi di raffreddamento dell’aria, ha superato quello invernale. C’è un bilanciamento oppure no? E come si può intervenire su questo fronte per evitare picchi e black out? Quali sono le previsioni di crescita di questo fattore nei prossimi anni? Dobbiamo adeguare il nostro sistema di approvvigionamento in virtù di questo fattore? La riduzione dei consumi per riscaldamento comporterà minori consumi di combustibili fossili, mentre l’aumento dei consumi per condizionamento comporterà maggiori consumi di energia elettrica. Il bilanciamento dipende quindi dal mix di produzione dell’elettricità: minore sarà il ricorso ai combustibili fossili per la produzione elettrica, minore sarà l’impatto complessivo sugli approvvigionamenti energetici. L’efficienza dei condizionatori è un altro parametro di particolare interesse per ridurre gli effetti dei picchi di domanda estiva, insieme all’utilizzo di standard edilizi che riducano il ricorso all’aria condizionata.
Ci sono però alcuni elementi meno intuitivi e comunque importanti e da tenere sotto controllo, per esempio lei parla della riduzione di efficienza dovuta alle temperature troppo alte anche per quanto riguarda la produzione di energia da fonti fossili, della riduzione del rendimento delle biomasse, della resistenza dei cavi elettrici sia aerei che sotterranei… Insomma, le conseguenze del cambiamento climatico hanno influenze organiche che si estendono anche dove non ce lo aspetteremmo… In particolare, si sa pochissimo sugli effetti dei cambiamenti climatici sulle risorse energetiche rinnovabili, dall’idroelettricità, al vento, alle biomasse…
Quali sono le priorità della ricerca da questo punto di vista? Quali i settori da tenere più strettamente sotto controllo e quali tipi di intervento si possono immaginare oggi per il futuro? L’entità e la distribuzione sul territorio delle risorse energetiche rinnovabili sono costituiscono uno degli argomenti fin qui meno approfonditi e da considerare con maggiore attenzione. Più in generale, sarà necessario disporre di scenari climatici ben più affidabili rispetto a quelli attuali, e con una risoluzione territoriale molto più elevata.
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